| Siamo statati alla marcia Perugia – Assisi del 16 Maggio |
| Sabato 19 Giugno 2010 08:57 | |||
Da Cittadella sono partiti 2 pullman organizzati dal Coordinamento delle AssociazioniBandiere, canti, sudore, fatica, gioia di stare assieme. In tanti, in pochi. Santi e chiese, monumenti e pietre antiche, preghiere e applausi, amministratori, anche dei nostri Comuni, con tanto di fascia tricolore e tanto, tanto invincibile amore. Salire le strade di Francesco, che si spogliò nudo in chiesa per dimostrare il suo totale, rivoluzionario ed evangelico rifiuto del suo mondo feudale: violento, corrotto e ingiusto, è sempre un’esperienza indimenticabile. Le emozioni si accavallano. Gruppi di scout con zaini e tende marciano seguiti da vocianti scolaresche delle elementari, due classi di un liceo dall’Aquila sono seguite e incoraggiate con affetto e battimani. Dialetti da tutt’Italia si mischiano a lingue europee ma anche a sgargianti colori di donne africane e sari indiani. Il mondo dei semplici, delle persone veramente senza potere, di quelli che hanno fame e sete di giustizia cammina, avanza insieme. Ma quest’anno abbbiamo avuto dei doni particolari. Inaspettati ma grandi. Perché abbiamo utilizzato al meglio le lunghe ore di viaggio in pullman. Abbiamo così conosciuto due persone meravigliose: la signora Iride e Francesco. Lei non poteva camminare ma è venuta ugualmente. È scesa nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e si è messa a pregare. Ha ascoltato due S. Messe. La prima per la sua famiglia e l’altra per noi i marciatori della pace. Ha continuato a pregare per tutto il tempo fino a quando non siamo passati, sulla via del ritorno. Ha una situazione famigliare molto pesante. Suo figlio ha bisogno, da ventotto anni, di cure assidue e suo marito da qualche anno ha sviluppato una malattia invalidante. La sua vita è tutta dedicata a loro. Il suo unico giorno di svago per tutto il 2010 è stato questo. Francesco è stato uno dei primi collaboratori laici in terra di missione: in Africa. Appena diplomato si è messo al servizio degli ultimi. Con entusiasmo e generosità . Ci ha raccontato queste sue esperienze con grande semplicità e modestia. Si è poi sposato con una donna africana ed è tornato in Italia. Ha continuato a narrare la sua originale vita familiare. Le difficoltà di convivenza. Con errori ma sempre con grande attenzione e amore. Riuscendo a coniugare le differenti culture e apprendendo cose nuove e una capacità di pensare molto diversa da quella nostrana. S. Antonio il Grande, il fondatore del monachesimo cristiano del III secolo dell’era volgare, quando i suoi monaci, dediti a digiuni e penitenze, gli chiedevano chi era il miglior cristiano in Alessandria rispondeva indicando di solito padri o madri di modeste famiglie che cercavano di sostenere i loro cari con amore e compassione. Anche i nostri fratelli ebrei sanno che nel mondo ci sono sempre almeno 10 giusti. Nessuno li conosce e nemmeno loro sanno di esserlo ma ci sono. In questo nostro tempo c’è molto male ma se stiamo attenti c’è anche un’infinità di bene. Coraggio restiamo con gli occhi ed il cuore aperto, continuando con umiltà a marciare per la Pace! Gianni Marchiorello
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