| Da cinquant’anni in cammino per la Pace |
| Domenica 13 Novembre 2011 17:08 | |||
La Perugia-Assisi nella testimonianza di un partecipanteAncora una volta, instancabile, tenace, musicale e allegra una folla di folli, con tantissimi giovani e giovanissimi, un vero cambio generazionale, ha percorso, domenica 25 settembre, il medioevale tragitto da Perugia ad Assisi per ricordare a tutti la necessità della Pace. Tutto iniziò nel 1961 da un’idea di Aldo Capitini il filosofo più vicino al poverello di Assisi, al francescanesimo più utopista e innovatore, che però come ogni esperienza umana si istituzionalizza e perde la pulsione al cambiamento radicale. Una sinusoide percorre la storia tra utopia luminosa e realizzazioni deludenti, tra traguardi vivificatori e sconfitte atroci. La speranza degli umili è come la roccia medioevale ancora svettante sul colle della Rocca anche se sbrecciata, ferita, pencolante, inutile ma se al guardi, se la ascolti, se ti avvicini ti racconta sapiente le storie delle vite semplici da Chiara e Francesco e, via via su per i secoli, da quanti, credenti e non credenti, hanno donato la vita affinché noi, gli eredi, sviluppassimo una democrazia partecipata come ha recentemente ricordato il regista Ermanno Olmi. La Pace è la figlia legittima di una società giusta, non violenta, tollerante, rispettosa di ogni idea, religione, fede politica, e quando tutto questo non viene, almeno in parte realizzato, ecco che la convivenza pacifica viene messa a repentaglio con tutti i disastri conseguenti che ben conosciamo. Negli anni sessanta, quando appunto nacque anche la Marcia della Pace Perugia Assisi, spirava una vento di rinnovamento, d’incontro, tra Kruscev e Kennedy, il Concilio e Papa Giovanni, la Politica, con la P maiuscola, tentava di decolonizzare il mondo e le masse operaie dei paesi occidentali iniziavano la loro grande stagione dei diritti. Ora la politica è dominata dalla Finanza, dai schei per capirci, dall’egoismo dei ricchissimi e la disperazione dei sempre maggiori esclusi. Più ingiustizia sociale, meno istruzione, scomparsa dei diritti, considerati dei lussi intollerabili, porteranno inevitabilmente a nuovi conflitti. Ci sono anche grandi segni di cambiamento nei vecchi equilibri del mondo: il Brasile, la Russia, l’India, la Cina stanno crescendo enormemente, le masse arabe stanno uscendo dal loro medioevo. Il Bene comune deve diventare un punto di riferimento per ogni camminatore della Pace. L’acqua, l’aria, la terra, l’energia e l’informazione fanno parte del Bene comune. Non dovranno essere più a disposizione di qualsivoglia speculazione. Tra due anni torneremo a camminare per la Pace. Come quest’anno, come nei molti anni precedenti. Arriveremo in pullman, partendo di notte, marciando di giorno. In mezzo a persone che hanno donato decenni della loro vita nelle terre di missione, provenienti da ogni parte del mondo, che parlano le lingue più strane, che pregano nelle maniere più diverse, ma che assieme a noi sperano e s’impegnano ogni giorno, con umiltà e tenacia, senza perdere il sorriso e la gioia. Gianni Marchiorello
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