Ricordando Assisi

Accompagnati da Don Giuseppe, Cappellano dell’Ospedale, e da Suor Angelina, alcuni di noi, Ministri straordinari della Comunione in Ospedale, abbiamo partecipato, insieme ad altri circa 350 convenuti da ogni parte d’Italia, al 28^ Convegno Nazionale dell’associazione di Pastorale Sanitaria (A.I.P.A.S.) e che aveva come tema“Testimoni della fede nella Pastorale della salute” Quattro giorni trascorsi ad Assisi nella “casa” di Francesco e Chiara vivendo momenti intensi di vita spirituale, per gustare sempre più, come si espresse il Presidente nazionale Don Carmine Arice dandoci il benvenuto alla “Domus Pacis”- S. Maria degli Angeli,

la gioia del credere ed essere portatori di un Dio che cammina con noi e si fa vicino soprattutto a chi è ferito dalla malattia e dalla sofferenza sia fi sica che spirituale.
Il benvenuto ci è stato ripetuto dal Vescovo di Lodi, Mons. Merisi, invitandoci, a pochi giorni dall’inizio dell’anno della fede, a unire sempre più nella nostra vita il binomio fede – carità.
Tutta la Chiesa è chiamata ad evangelizzare, a “curare” a far sperimentare l’incontro con il Signore, perché ognuno deve continuare l’opera di Cristo.
Le giornate del convegno iniziavano con solenni celebrazioni Eucaristiche nella Basilica della Porziuncola.
Nel frattempo ci ha raggiunto anche il Responsabile della Pastorale della salute della Diocesi di Padova Don Matteo Naletto, che con noi ha condiviso alcuni momenti.
- Primo giorno: il tema era “Tu sei bellezza” e Don Nazareno si domandava come essere anche noi nel nostro umile servizio testimoni autentici ed instancabili della bellezza di un Amore aperto alla vita. Riusciremo certo a portare Cristo in una corsia di Ospedale solo se ci lasceremo trasportare da Lui, solo così riusciremo a comunicare una presenza e rendere “bella” la nostra vita, la nostra storia, renderemo “belli” i nostri rapporti con gli altri.
- Secondo giorno: “Tu sei salvezza”.
Testimonianza particolarmente commossa e profonda quella di Fr. Vittorio ofm. che ci ha confermato ancora una volta come Dio vuole che tutti gli uomini siano salvi e giungano alla conoscenza della verità. L’amore di Dio non vuole la lontananza e i Sacramenti, in modo particolare l’Eucaristia, sono manifestazioni di come Gesù ha deciso di raggiungerci.
Solo guardando a Gesù pane di vita e ascoltando la sua parola impariamo a guardare gli altri con la prospettiva di Gesù Cristo e diventare perciò anche noi “pane spezzato” per i fratelli.
Chiediamoci sempre: “Quanto c’è di Gesù in noi? Quanto sanno di Gesù i Sacramenti che noi portiamo o amministriamo all’ammalato? Abbiamo avuto modo di approfondire tutto questo ritrovandoci in piccoli gruppi e lavorando in uno dei dieci laboratori a tema.
Alla veglia di preghiera nella Basilica di Santa Chiara sempre Padre Vittorio ha chiesto a questa Santa per noi, un dono speciale da portare a casa e concretizzare nella nostra quotidianità: “un taglio di capelli! “. Come Chiara, decisa e senza nessun pentimento ha dato un taglio ai suoi capelli per iniziare una vita tutta conformata a quella del Signore, così anche noi dobbiamo dare un taglio netto, senza nessun ripensamento ma con audacia e tenacia a tutto ciò che ci allontana dal Signore e ci impedisce di donarci agli altri.
- Terzo giorno: il tema “Tu sei misericordia” e su questo ci ha aiutato Suor Michela Carrozzino, un cuore innamorato di Cristo.
Suor Michela ha riaffermato quanto San Giacomo scrive: ….“perché la fede sia viva sono necessarie le opere”.
Le opere di misericordia poi sono a “grappolo”: visito l’ammalato e scopro che c’è tanta sete, non solo di acqua, ma di amore, di perdono, di amicizia vera…visito l’ammalato e lo trovo denudato della sua stima, della sua dignità, dei suoi affetti..
Ma perché mi devo prendere cura dell’altro? Perché siamo tutti figli, perché Qualcuno si è preso cura di noi, è un debito che dobbiamo assolvere. Non ci sono scuse per dire che non lo possiamo fare, perché chi agisce in noi è la grazia di Dio da chiedere con la preghiera e i Sacramenti.
- Quarto e ultimo giorno ha concluso il Convegno il Prof. Stefano Zamagni esaltando Dio con “Tu sei speranza” Come “profeta di giustizia” ha denunciato che oggi c’è una disumanizzazione della malattia.
Si parla sì di malattia ma non del malato, la condizione di sofferenza dell’ammalato che molte volte viene considerata una vergogna da nascondere.
Oggi c’è più diagnosi, più terapia, ma chi soffre è più solo. Molte volte non basta una cura antidolorifica: nessun libro nessun depliant arriva al cuore di un nostro fratello sofferente come un sorriso, come uno sguardo, una stretta di mano che esprima consolazione e che sia frutto di un atteggiamento interiore.
Non siamo noi, però, a consolare, l’unico che può farlo è Gesù, noi siamo solo dei mediatori.
Ma soprattutto presuppone che anche noi teniamo un filo diretto con Dio che ci aiuta a fare bene il bene, ed essere segno di speranza per ogni nostro fratello che si trova nel bisogno.
Così arricchiti non si poteva ritornare a casa senza aver visitato gli altri luoghi cari a Francesco e determinanti per il suo cammino spirituale. Così, “rubando” un pomeriggio al Convegno, e baciati da un tepido sole grazie a Giorgio, nostro autista e guida esperta, siamo saliti in pellegrinaggio da Santa Maria degli Angeli all’Eremo delle Carceri, nella selva del Monte Subasio, per poi spostarci verso San Ruffino, San Damiano fino al Santuario del Sacro Tugurio di Rivotorto.
Da qui, per l’ora dei Vespri ci siamo diretti verso la Basilica di San Francesco per ritrovarci di fronte alla tomba del Santo in adorazione del Santissimo Sacramento. E qui abbiamo percepito che Francesco ci aveva accompagnato per tutto il pomeriggio per lasciarci la mano e consegnarci all’ ALTISSIMO ONNIPOTENTEGianna Rosso

 

 


"Per un pugno di dollari"


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