Il XXXIII Convegno Nazionale A.I.Pa.S., il mio primo Convegno come Ministro della Comunione, è stato un intenso viaggio. E come tutti i viaggi, si è rivelato ricco di incontri, emozioni, spunti formativi. Partendo da lontano, anzi dall’origine, ci è stato proposto da relatori meravigliosi un cammino di riscoperta della bellezza e della grandezza dell’uomo, anche nelle sue periferie esistenziali. In principio c’era Dio e in Esodo Egli stesso si presenta alla sua creatura: “Io sono Colui che ti guarisce”!

E quale desiderio più grande può avere l’animo umano, che da sempre sperimenta il limite e il dolore, se non quello di essere ascoltato, accolto e sanato dal suo Creatore? E come nel Vangelo incontriamo Gesù che tocca, incontra, accoglie, guarisce, si fa accanto, si dona tutto (oggi come allora), così anche noi possiamo essere gli uni per gli altri CURA. E questo proprio perché siamo fatti ad immagine e somiglianza Sua. Infatti, se la malattia è una mancanza di completezza, ecco che solo l’incontro con l’ALTRO può riempire quel vuoto: nel progetto originale era stabilito che fossimo tutti UNO. Il viaggio si è fatto intenso ed emozionante quando abbiamo esplorato con profondo stupore e stima l’”universo giovani”, centro del nostro viaggio. È stato chiaro come essi ci chiedano poche cose fondamentali: coerenza nell’accompagnarli e un’attenta comprensione sempre, ma soprattutto se nel loro orizzonte luminoso si fa intravvedere l’imprevisto che spaventa e sconvolge presente e futuro, la prova, la malattia. Nella salute, nella difficoltà, nella solitudine, la relazione e l’ascolto tra le persone sono il bisogno più profondo di ciascuno e spesso basta una presenza autentica e amorevole per trasformare ferite, limiti e disagi in Vita piena e sentire il cuore esultare di gioia. Se qualcuno ci accompagna, il cammino diventa possibile! Il tempo del convegno è trascorso tra testimonianze commoventi, frati musicanti, preghiere con gli Angeli della Porziuncola, relazioni su temi psicologici e teologici, pranzi e cene quali spazio per conoscere gli altri partecipanti. E tutto per me è stato ricchezza. Ho potuto intuire che la gioia può abitare gli abissi più profondi e la luce illuminare le tenebre più spaventose. Ho visto il grande bene, la generosità, l’umiltà, la passione di molti volontari e professionisti di cui poco si parla mentre a volte il male o ciò che non funziona fa più notizia. Ho respirato nelle varie realtà qui radunate e che operano nel territorio, entusiasmo, fantasia nelle idee, letizia nel cuore, amore nel fare e incontrare chi ha bisogno. 

Ho amato la Chiesa. L’ho sentita Madre tenerissima e presente al di là di tutti i limiti dei suoi figli.
Ho ascoltato e meditato tra le altre una frase: “siamo nati e non moriremo mai”. Dice il senso di tutto ciò che siamo e facciamo. Grazie a chi l’ha vissuta, testimoniata e ora è nell’Eternità e nell’Amore (per conoscere la vita di Chiara: www.chiaracorbellapetrillo.
it).
Tornata dal Convegno, il cammino è continuato. Gli incontri si ripetono tutti i giorni. Ascoltare, abbracciare, sorridere, sono gesti semplici a portata di tutti. Eppure possono far splendere un po’ di sole nelle nebbie che prima o poi, dense o lievi, di passaggio o più persistenti, tutti quanti sperimentiamo.
Grazie ai tanti “soli” presenti nel mio cammino! Siate SOLE anche voi! Soprattutto per i giovani…

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