Pietro, a distanza di pochi minuti, si sente dire da Gesù Beato e satana (cf.

Matteo 16,1-27) Perché Beato? Perché, lasciandosi guidare dallo Spirito, aveva riconosciuto Gesù come il Cristo, il Messia, il Figlio di Dio.

Perché satana? Perché non accettava che il Cristo, il Messia, il Figlio di Dio scegliesse la strada dell’umiltà, del servizio gratuito, del nascondimento, della sofferenza e della morte per salvare l’umanità.
Come tutti gli Ebrei del suo tempo, Pietro pensava che il Messia avrebbe finalmente messo a posto le cose, avrebbe cacciato i Romani, avrebbe fatto giustizia, avrebbe liberato il popolo eletto da qualunque forma di oppressione.

E pensava che tutto questo l’avrebbe compiuto attraverso l’uso della forza, del potere, del successo, della gloria, del trionfo.

Invece Gesù cosa fa? Ai malati che guarisce impone di non dire nulla a nessuno. Quando la folla, sfamata il giorno prima, lo cerca per proclamarlo re, si ritira sul monte, tutto solo, a pregare. Quando Giacomo e Giovanni si presentano per chiedere di sedere uno alla sua destra e uno alla sua sinistra nel suo sperato trionfo, invita tutti i discepoli a seguire il suo esempio di servo, di schiavo, obbediente fino alla morte, e alla morte di croce.

Pietro è di scandalo a Gesù, perché non pensa secondo Dio, ma secondo gli uomini.

E noi quando siamo beati? Quando professiamo la nostra fede, cantiamo le lodi di Dio, ci fermiamo a pregare, ci lasciamo condurre dallo Spirito per meglio comprendere la persona di Gesù.

E quando siamo satana e scandalo? Quando cerchiamo il successo e il trionfo; quando, gelosamente, difendiamo ruoli e potere; quando poniamo la nostra realizzazione sul fare e sull’avere più che sull’essere; quando, come i farisei, cerchiamo i primi posti, i saluti e gli applausi della gente; quando, con la scusa di “servire” gli altri, mettiamo al centro noi stessi; quando, invece che l’onore e la gloria di Dio, inseguiamo il nostro onore, la nostra gloria; quando, invece che pregare, digiunare e fare elemosina (carità-giustizia) nel segreto – come ci invita Gesù – facciamo tutto questo per comparire davanti dalla gente, preferendo la “ricompensa” terrena a quella del Padre che vede nel profondo dei cuori.

Qualcuno può pensare: ma questi atteggiamenti sono tipici della maggioranza di chi fa politica, di chi vive nel mondo, di chi cerca successo, potere e gloria nel lavoro, negli ambienti dello spettacolo, della moda, dello sport. . .

Sì, è vero. Ma è altrettanto vero che non sono poche le persone che nelle comunità cristiane assumono i medesimi atteggiamenti e diventano satana e scandalo per quanti scelgono le strade dell’umiltà, del servizio gratuito e nascosto.

Ricordiamo che chiunque cerca potere e gloria deve per forza calpestare gli altri; chiunque cerca applausi e consensi deve per forza assumere maschere, cambiando modo di parlare e di agire a seconda delle persone che ha davanti; deve eliminare tutti i concorrenti, in qualunque modo, con ricatti, maldicenze, calunnie e tutto il corredo di vizi di cui si riveste chi ama la gloria umana.

Che il Signore ci aiuti a non separare fede (beati) e vita (satana e scandalo).

La ripresa di tutte le attività ordinarie sia caratterizzata dal desiderio di seguire sempre e solo l’esempio e l’insegnamento di Gesù.

Allora saremo e faremo anche gli altri beati! Con affetto vostro 


don Remigio


"niente paura"


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