Giovedì 11 ottobre avrà inizio l'Anno della fede indetto da Papa Benedetto XVI per « riscoprire il cammino della fede [e] per mettere in luce con sempre maggiore evidenza la gioia ed il rinnovato entusiasmo dell'incontro con Cristo » ("Porta fidei" (PF) Lettera del Papa per annunciare questo evento di grazia). In quella lettera il Papa ricordava che all'inzio del suo Pontificato (7 anni fa) aveva affermato:

« La Chiesa nel suo insieme, ed i Pastori in essa, come Cristo devono mettersi in cammino, per condurre gli uomini fuori dal deserto, verso il luogo della vita, verso l'amicizia con il Figlio di Dio, verso Colui che ci dona la vita, la vita in pienezza».
"Dobbiamo ritrovare il gusto di nutrirci della Parola di Dio, trasmessa dalla Chiesa in modo fedele, e del Pane della vita, offerti a sostegno di quanti sono suoi discepoli (cfr Gv 6,51)" (PF 3).
La data dell'11 ottobre è stata scelta perché esattamente 50 anni fa è iniziato il Concilio Vaticano II, che si è poi concluso l'8 dicembre del 1965.
Che cosa siamo invitati a fare durante quest'anno come singoli e come comunità? 1. Innanzitutto prendere in mano in maniera più sistematica (cioè non occasionale, non limitandoci alla domenica, non . . . ) la Parola di Dio. Già nel bollettino di settembre annunciavo che dalla prima elementare alla terza media bambini e ragazzi faranno riferimento al Vangelo di Marco. La stessa cosa faremo con i loro genitori (ma gli incontri sono aperti a tutti gli adulti che desiderano partecipare), offrendo ad essi quattro possibilità ogni 20-30 giorni di una lettura-meditazione continua di questo Vangelo (NB. Più sotto troverete le date degli otto incontri).
2. Una seconda indicazione riguarda la conoscenza di che cosa è stato il Concilio Vaticano II° e dei suoi documenti. Stiamo pensando a come farlo conoscere a chi è "giovane" e a riscoprirlo a chi l'ha, almeno in parte, "vissuto". Ricordo che Paolo VI, appena terminato il Concilio, diceva che i 17 documenti sono come dei fiumi sotterranei che continueranno a scorrere e ai quali si può sempre attingere con frutto. Qualche goccia di questi fiumi la spruzzo qua e là nel "Camminando Insieme", ma è poca cosa rispetto all'importanza e all'attualità di tutti questi testi.
3. Un terzo impegno che ci viene rivolto da Papa e Vescovi è la conoscenza del Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC), poiché « la conoscenza dei contenuti di fede è essenziale per dare il proprio assenso, cioè per aderire pienamente con l'intelligenza e la volontà a quanto viene proposto dalla Chiesa » (PF 10). Durante gli incontri sul Vangelo di Marco possiamo fare riferimento ad alcuni dei numeri compresi tra il 535 e il 682 del Catechismo: numeri che presentano la Persona di Gesù nell suo ministeo dal Battesimo all'Ascensione.
Riusciremo a fare tutto? Certamente no.
Cosa sarà importante? Il Papa ci invita: « In questo tempo terremo fisso lo sguardo su Gesù Cristo, "colui che dà origine alla fede e la porta a compimento" (Eb 12,2): in lui trova compimento ogni travaglio ed anelito del cuore umano. La gioia dell'amore, la risposta al dramma della sofferenza e del dolore, la forza del perdono davanti all'offesa ricevuta e la vittoria della vita dinanzi al vuoto della morte, tutto trova compimento nel mistero della sua Incarnazione, del suo farsi uomo, del condividere con noi la debolezza umana per trasformarla con la potenza della sua Risurrezione. In lui, morto e risorto per la nostra salvezza, trovano piena luce gli esempi di fede che hanno segnato questi duemila anni della nostra storia di salvezza ». (PF 13).
Il Signore ci doni la sapienza e la perseveranza per non perdere questa occasione offerta a tutti i cristiani del mondo per testimoniare la nostra fede, tenendo fisso lo sguardo su Gesù.
vostro don Remigio


"niente paura"


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