Con l’Avvento iniziamo un nuovo anno liturgico, un nuovo tratto del nostro cammino spirituale alla sequela di Cristo.
È un cammino che si compie alla luce della fede, ricevuta come dono di Dio il giorno del Battesimo.
Con l’Incarnazione di Gesù, Dio ha manifestato in modo pieno e definitivo il suo amore per noi.
Nel vangelo della Messa del giorno di Natale leggeremo questi versetti del vangelo di Giovanni: In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.


In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta.
Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo(Gv 1, 1.4-5.9).
E noi vogliamo accogliere questa LUCE che nessuna tenebra riesce a vincere.
Vogliamo accogliere la presenza di Gesù nella nostra vita, vogliamo che rimanga, che si stabilisca nel nostro cuore, nella nostra mente non come un ospite di passaggio la notte di Natale, ma come Colui che ha il potere di illuminare tutta la nostra esistenza, tutto il percorso della strada di ogni uomo.
Il Natale ha preso il posto delle festività pagane al Sole, adorato come divinità.
Il dio sole veniva festeggiato il 25 dicembre. Ad esso era anche stato dedicato un tempio verso la fine del 274 d. C. Ma il sole può illuminare solamente le cose, non riesce ad entrare nel cuore dell’uomo, non può diradare le tenebre della sofferenza, della colpa, della morte.
Solo Gesù, che ha preso su di sé i peccati del mondo, che si è fatto vicino ad ogni uomo piagato nel corpo o nello spirito, che ha perdonato chiunque invocasse “pietà”, è la luce vera. Una luce che dobbiamo da una parte accogliere, dall’altra cercare.
Dobbiamo accoglierla. Gesù ha detto di se stesso: Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre (Gv 12,46).
E questa luce la vediamo in tutte le parole che ha pronunciato, in tutti i gesti che ha compiuto, in tutti gli incontri che ha avuto. In una parola, la troviamo nel VANGELO.
Ma dobbiamo anche cercarla. Per questo aspetto mi collego più direttamente a un passo della prima Enciclica di Papa Francesco Lumen fidei, che al n. 35 dice: “L’uomo religioso cerca di riconoscere i segni di Dio nelle esperienze quotidiane della sua vita, nel ciclo delle stagioni, nella fecondità della terra e in tutto il movimento del cosmo. Dio è luminoso, e può essere trovato anche da coloro che lo cercano con cuore sincero.
Immagine di questa ricerca sono i Magi, guidati dalla stella fino a Betlemme (cfr Mt 2,1-12). Per loro la luce di Dio si è mostrata come cammino, come stella che guida lungo una strada di scoperte. La stella parla così della pazienza di Dio con i nostri occhi, che devono abituarsi al suo splendore. L’uomo religioso è in cammino e deve essere pronto a lasciarsi guidare, a uscire da sé per trovare il Dio che sorprende sempre. Questo rispetto di Dio per gli occhi dell’uomo ci mostra che, quando l’uomo si avvicina a Lui, la luce umana non si dissolve nell’immensità luminosa di Dio, come se fosse una stella inghiottita dall’alba, ma diventa più brillante quanto è più prossima al fuoco originario, come lo specchio che riflette lo splendore. La confessione cristiana di Gesù, unico salvatore, afferma che tutta la luce di Dio si è concentrata in Lui, nella sua “vita luminosa”, in cui si svela l’origine e la consumazione della storia. Non c’è nessuna esperienza umana, nessun itinerario dell’uomo verso Dio, che non possa essere accolto, illuminato e purificato da questa luce. Quanto più il cristiano s’immerge nel cerchio aperto dalla luce di Cristo, tanto più è capace di capire e di accompagnare la strada di ogni uomo verso Dio.
Poiché la fede si configura come via, essa riguarda anche la vita degli uomini che, pur non credendo, desiderano credere e non cessano di cercare. Nella misura in cui si aprono all’amore con cuore sincero e si mettono in cammino con quella luce che riescono a cogliere, già vivono, senza saperlo, nella strada verso la fede. Essi cercano di agire come se Dio esistesse, a volte perché riconoscono la sua importanza per trovare orientamenti saldi nella vita comune, oppure perché sperimentano il desiderio di luce in mezzo al buio, ma anche perché, nel percepire quanto è grande e bella la vita, intuiscono che la presenza di Dio la renderebbe ancora più grande. Racconta sant’Ireneo di Lione che Abramo, prima di ascoltare la voce di Dio, già lo cercava «nell’ardente desiderio del suo cuore», e «percorreva tutto il mondo, domandandosi dove fosse Dio», finché «Dio ebbe pietà di colui che, solo, lo cercava nel silenzio». Chi si mette in cammino per praticare il bene si avvicina già a Dio, è già sorretto dal suo aiuto, perché è proprio della dinamica della luce divina illuminare i nostri occhi quando camminiamo verso la pienezza dell’amore”.
Questo tempo di Avvento e Natale diventi per ciascuno una occasione particolare per accogliere e cercare la luce che è Gesù.
Rivolgo a ciascuno, specialmente a chi è nella sofferenza fisica o spirituale, gli auguri più cordiali di un Natale di luce e di pace

 

Con affetto vostro don Remigio

NB. La Messa della notte di Natale sarà celebrata alle ore 23.00, non a mezzanotte. La Veglia inizierà alle 22.00

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