Il mese di novembre, iniziando con la solennità di TUTTI I SANTI e proponendoci pagine del vangelo che riguardano la nostra sorte futura, ci invita a riflettere sulla santità, sulla nostra condotta di vita, sull’amore verso il Signore e verso il prossimo.
In queste righe vorrei porre in risalto un aspetto che riguarda non poche persone e di tutte le età: LA BESTEMMIA.
Quanto scrivo non vuole essere assolutamente un giudizio e tanto meno una condanna.
So per certo che molte persone offendono Dio “per abitudine”, senza cattiveria.

Ciò non toglie che sarebbe proprio bello che si arrivasse a eliminare questa grave “stonatura”. Ogni tanto mi torna alla memoria il brevissimo video amatoriale dell’incendio in zona industriale di qualche mese fa. Più che quello che ho visto mi sono rimaste impresse con dolore due offese gravissime a Maria nell’arco di pochi secondi.
Sapete che vado a trovare malati, anziani e famiglie quasi sempre in bicicletta o a piedi, per quelli più vicini. Mi capita spesso di sentire uomini, donne, giovani, adolescenti e anche ragazzi bestemmiare.
Ogni volta rivolgo al Signore preghiere di “riparazione” e, allo stesso tempo, domanda di grazia per chi pronuncia il nome di Dio o di Maria senza alcun rispetto.
Talvolta a qualche adolescente-giovane, ho detto: “Per me Dio è “Padre” e Maria mi è “Madre”. Perché me li offendi?”. La risposta, almeno davanti, è sempre stata: “Ha (o hai) ragione”. Mi chiedo allora: se diciamo il Padre nostro (magari anche solo poche volte in un anno), possiamo poi offenderlo e passare mesi e mesi senza pentimento sincero e conversione? Forse servono a poco o a nulla interventi punitivi.
Ognuno dovrebbe sentirsi coinvolto nell’impegno di non bestemmiare e nel coraggio di invitare amici, colleghi...a non farlo. È questione di coerenza con il nostro essere e dirci cristiani. A chi si confessa e mostra il desiderio di cambiare faccio una proposta che si è mostrata tante volte “vincente”. Il suggerimento è questo: ogni volta che bestemmia scelga un gesto di “penitenza-sacrificio”; ad es. la rinuncia a un cibo che piace, a un programma televisivo; un quarto d’ora di lettura del vangelo; un gesto di carità; cinque euro per i poveri (alla fine o uno smette o deve andare a chiedere la carità da quanti euro dovrebbe sborsare). Gesti semplici ma che, se fatti e ripetuti con volontà e costanza, aiutano a far scomparire dalla bocca e dal cuore ogni tipo di offesa al Signore.
Mi auguro che chiunque legge questa pagina si impegni innanzitutto (se fosse uno/a che bestemmia) a cercare un po’ alla volta, o anche subito, a non farlo più e, in secondo luogo, ad aiutare quanti ha vicino o avvicina a eliminare questo inutile, irrispettoso, doloroso, contagioso, non cristiano modo di nominare il nome di Dio e di Maria.
Vogliamo metterci con impegno? Il Signore e la Madonna aiutino tutti a estirpare questa triste abitudine che inizia fin da piccoli e si protrae fino agli anni più longevi, procurando spesso tristezza in quanti non riescono più a vincerla.
La preghiera e il sacrificio saranno le due “armi” per vincere insieme questa battaglia.


Con affetto vostro don Remigio

 

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