La seconda parte della Quaresima e la Pasqua di quest’anno desideriamo viverle con particolare intensità, accogliendo tutte le indicazioni che Dio ci offre nelle letture di ogni giorno. Gli inviti alla conversione, alla preghiera, alla carità si alternano, e con insistenza ci richiamano come siano importanti per la vita di ciascun credente.
Tra venerdì sera e sabato sera del 4 e 5 marzo saremo invitati alla 24 ore di preghiera continua, come ci ha suggerito il Papa. Domenica 6 pomeriggio, chi desidera potrà partecipare al Giubileo in Cattedrale a Padova.
Papa Francesco, in una lettera datata 1 settembre 2015, scriveva: “Il mio pensiero va, in primo luogo, a tutti i fedeli che nelle singole Diocesi, o come pellegrini a Roma, vivranno la grazia del Giubileo.

Desidero che l’indulgenza giubilare giunga per ognuno come genuina esperienza della misericordia di Dio, la quale a tutti va incontro con il volto del Padre che accoglie e perdona, dimenticando completamente il peccato commesso.
Per vivere e ottenere l’indulgenza i fedeli sono chiamati a compiere un breve pellegrinaggio verso la Porta Santa, aperta in ogni Cattedrale o nelle chiese stabilite dal Vescovo diocesano, e nelle quattro Basiliche Papali a Roma, come segno del desiderio profondo di vera conversione. Ugualmente dispongo che nei Santuari dove si è aperta la Porta della Misericordia e nelle chiese che tradizionalmente sono identificate come Giubilari si possa ottenere l’indulgenza.
È importante che questo momento sia unito, anzitutto, al Sacramento della Riconciliazione e alla celebrazione della santa Eucaristia con una riflessione sulla misericordia. Sarà necessario accompagnare queste celebrazioni con la professione di fede e con la preghiera per me e per le intenzioni che porto nel cuore per il bene della Chiesa e del mondo intero.
Penso, inoltre, a quanti per diversi motivi saranno impossibilitati a recarsi alla Porta Santa, in primo luogo gli ammalati e le persone anziane e sole, spesso in condizione di non poter uscire di casa. Per loro sarà di grande aiuto vivere la malattia e la sofferenza come esperienza di vicinanza al Signore che nel mistero della sua passione, morte e risurrezione indica la via maestra per dare senso al dolore e alla solitudine. Vivere con fede e gioiosa speranza questo momento di prova, ricevendo la comunione o partecipando alla santa Messa e alla preghiera comunitaria, anche attraverso i vari mezzi di comunicazione, sarà per loro il modo di ottenere l’indulgenza giubilare”.
Che il Signore apra sempre più i nostri cuori ad accogliere la sua infinita misericordia e a concederla con generosità a tutte le persone che incontriamo nella vita e anche a quelle che, lontane nello spazio, ne hanno immenso bisogno.
Auguro a tutti e a ciascuno una Pasqua di serenità e di pace.


Con affetto vostro don Remigio

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