La grande novità di questi giorni non è la traduzione del Padre nostro: già nel 2008 la Chiesa italiana ha promulgato la nuova traduzione della Bibbia. La vera novità è l’approvazione del nuovo messale romano. Ne sento parlare da sedici anni. Adesso sembra che finalmente ci siamo, anche se manca ancora l’approvazione definitiva del Santo Padre. Dopo la Bibbia il Messale Romano è il libro più importante perché custodisce a attualizza la liturgia.

“Nell’intento dei vescovi la pubblicazione della nuova edizione costituisce l’occasione per contribuire al rinnovamento della comunità ecclesiale nel solco della riforma liturgica. Di qui la sottolineatura, emersa nei lavori assembleari, relativa alla necessità di un grande impegno formativo. La liturgia coinvolge l’intera assemblea nell’atto di rivolgersi al Signore. Richiede un’arte celebrativa capace di far emergere il valore sacramentale della Parola di Dio, attingere e alimentare il senso della comunità, promuovendo anche la realtà dei ministeri.
Tutta la vita, con i suoi linguaggi, è coinvolta nell’incontro con il Mistero.” (dal comunicato ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana).
Siamo pertanto in attesa di poter vedere e usare questo nuovo Messale. Per ora abbiamo solo due anticipazioni: una riguarda il Padre Nostro, l’altra il Gloria che cambierà così: Pace in terra agli uomini amati dal Signore.
L’amore di Dio è un dono gratuito e incondizionato. Ed è rivolto a tutti gli uomini.
È la sua promessa di pace. Una pace da costruire giorno per giorno; ma ancor prima da invocare, perché non frutto solo del nostro sforzo.
Un dono da chiedere. Ciascuno di noi possa vivere la pace profonda di chi si sente amato da Dio.
Quando Gesù entrerà a Gerusalemme, otto giorni prima della sua Passione, i suoi discepoli canteranno: Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli (Luca 19,38). Così gli angeli in cielo cantano la pace di Dio sulla terra e noi discepoli del Signore, qui in terra, cantiamo la pace nei cieli. E quando i due canti di lode, quello degli angeli e quello nostro, si incontrano allora la liturgia diviene anticipo di paradiso. E in quel momento si ferma l’universo intero in umile silenzio.
Quando Dio trova spazio c’è pace. Quando Dio trova spazio c’è lode e gloria, in cielo e in terra. Che Dio possa trovare spazio anche in noi. Che in noi ci sia lode, gloria e pace.
Buon Natale e Buon Anno

Don Luca Moretti


"Per un pugno di dollari"


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