Più volte nelle sue catechesi su S. Paolo Papa Benedetto insiste sulla carità fraterna quale caratteristica essenziale dei discepoli di Gesù in ogni luogo e ogni tempo.
Dio era "stanco" di sacrifici di animali. Il loro sangue non bastava a riconciliare gli uomini con Lui e tra di loro. Per questo il Figlio ha detto Eccomi al progetto di salvezza del Padre, ha assunto la nostra natura umana, si è umiliato fino alla morte di croce, anticipando profeticamente il sacrificio di sé nell'Ultima Cena e lasciandoci l'Eucaristia come memoriale perenne.

Riporto alcune righe del Papa su questi concetti: " Il sangue degli animali poteva essere solo espressione di un desiderio, attesa del vero sacrificio, del vero culto. Col dono del calice il Signore ci dona il vero sacrificio. L'unico vero sacrificio è l'amore del Figlio. Col dono di questo amore, amore eterno, il mondo entra nella nuova alleanza. Celebrare l'Eucaristia significa che Cristo ci dà se stesso, il suo amore, per conformarci a se stesso e per creare così il mondo nuovo.
"Il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il Corpo di Cristo? Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un corpo solo: tutti infatti partecipiamo all'unico pane" (1 Cor 10, 16-17). In queste parole appare ugualmente il carattere personale e il carattere sociale del Sacramento dell'Eucaristia.
Cristo si unisce personalmente ad ognuno di noi, ma lo stesso Cristo si unisce anche con l'uomo e con la donna accanto a me. E il pane è per me e anche per l'altro. Così Cristo ci unisce tutti a sé e unisce tutti noi, l'uno con l'altro. Riceviamo nella comunione Cristo. Ma Cristo si unisce ugualmente con il mio prossimo: Cristo e il prossimo sono inseparabili nell'Eucaristia.
E così noi tutti siamo un solo pane, un solo corpo. Un'Eucaristia che non porta al servizio del prossimo è un'Eucaristia abusata. E qui siamo anche alla radice e nello stesso tempo al centro della dottrina sulla Chiesa come Corpo di Cristo, del Cristo risorto.
Cristo ci dà nell'Eucaristia il suo corpo, dà se stesso nel suo corpo e così ci fa suo corpo, ci unisce al suo corpo risorto. Se l'uomo mangia pane normale, questo pane nel processo della digestione diventa parte del suo corpo, trasformato in sostanza di vita umana. Ma nella santa Comunione si realizza il processo inverso. Cristo, il Signore, ci assimila a sé, ci introduce nel suo Corpo glorioso e così noi tutti insieme diventiamo Corpo suo " (10 dicembre 2008).
Meditiamo su questi passi. Verifichiamo se ci capita di "abusare" dell'Eucaristia non vivendo la solidarietà con gli altri.
Maria ci accompagni nel nostro cammino di progressiva conformazione al Figlio suo e di amore concreto verso il prossimo.


 vostro don Remigio 




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