Inaspettatamente mi viene chiesto se voglio partecipare ad un Pellegrinaggio a Lourdes e subito, senza pensarci, due volte, rispondo di sì, perché è da tanto tempo che lo desideravo.

Parto il primo giorno di luglio da Padova con un treno organizzato dall’UNITALSI.

Ci sono cinquecento persone circa, volti mai visti prima se non qualche eccezionale sorpresa, ma sento che siamo tutti sullo stesso filo d’onda.

Parto con il solo desiderio di staccare dalla solita routine, per dedicare a questa vita, che è un continuo pellegrinaggio sulla terra, qualche giorno speciale insieme a Maria, in un luogo da Lei privilegiato.

Parto senza pretendere di assistere a dei grandi miracoli come storpi camminare o ciechi riavere la vista. Quando il giorno dopo arrivo per la prima volta a Lourdes, piano piano mi rendo conto che è questo “lembo di Paradiso” tutto di per sé stesso un continuo miracolo.

In questa “oasi” di silenzio, di preghiera, di riflessione, di pace vera. . . di sofferenza accettata con fede, si respira quanto grande sia l’amore di Maria per i suoi figli e quante “cose grandi” continua a fare l’Onnipotente per mezzo di Lei.

Seduta al di là del fiume, come si vedono scorrere tranquille le acque del Gave, così davanti a quella Grotta si vede “scorrere” continuamente una moltitudine di gente che fra Ave Maria, canti e celebrazioni, pone ai piedi di questa Madre tutto ciò che porta con sé, anche se si è convinti che Lei sa già di che cosa abbiamo veramente bisogno, ancor prima che glielo chiediamo.

Maria, se lo vuoi, dona momenti indimenticabili con emozioni indescrivibili e condivido quanto ha detto uno dei tantissimi giovani presenti: “Non scambierei questi giorni con nessun altro tipo di vacanza”.

Tornando a casa, alla nostalgia per quei giorni che vorresti non passassero mai, subentra la certezza e la gioia che Maria ti è sempre e dovunque accanto e che il suo desiderio più grande è quello di continuare ad amarla così tanto anche dove si vive l’umile quotidianità per sentirti così sempre da Lei “cullata” come è stato durante la notte di ritorno da Lourdes su quella cuccetta del treno.

Gianna

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