Ancora un ritrovarsi in tanti "giardinieri del regno"

Nel caldo pomeriggio di domenica 17 giugno mi sono recata con tanti altri amici del Vicariato di Cittadella a Padova (presso l’Istituto “don Bosco”) per vivere tutti insieme la FESTA DELLA MISSIONE 2012, aperta non solo ai missionari, ma a tutti coloro che si sentono appassionati di Gesù, della Chiesa e dell’uomo.

Il filo conduttore dell’intero pomeriggio è stato “Giardinieri del regno”, tema appropriato alla liturgia di quel giorno, la quale ci diceva che Gesù Cristo è il Signore del Regno, l’uomo è solo un umile collaboratore, che attende la raccolta, è un giardiniere che sa di dover operare per rendere sempre più fiorito questo giardino, ma il risultato dipende da Dio, perché siamo nelle Sue abili mani.

Dopo l’accoglienza e lo spettacolo di mimo-cabaret, siamo subito entrati nello spirito dell’incontro con la proiezione di un video che ci raccontava la storia di come un semplice pastore, privato di tutti i suoi affetti più cari, da solo, nel silenzio più assoluto sia riuscito pascolando e custodendo il gregge, a realizzare il suo sogno umanamente impossibile, ossia a far crescere una vastissima e rigogliosissima foresta sulla zona arida e desolata in cui viveva. Per tanti anni, ogni giorno, con costanza, aveva piantato cento ghiande, da lui accuratamente scelte. Le ghiande, piano piano, erano diventate piantine e poi alberi e neppure le vicissitudini di due guerre mondiali, erano riuscite a sfiorare questa foresta, ad abbattere un solo albero.

Questa può essere la storia di un qualsiasi missionario, che lascia tutto per un paese povero e sconosciuto, ma porta con sé il sogno di raccontare Dio.

Con pazienza, fedeltà e perseveranza, tra mille difficoltà, semina giorno dopo giorno parole e gesti d’amore e. . . saranno i posteri a veder spuntare la piantina, perché a volte il seminatore non ritorna nemmeno a casa.

Quel giorno, a quella festa, erano presenti molti missionari e missionarie, vite intere dedicate a far “sbocciare” qualche fiore.

Toccanti e commoventi le testimonianze, come quella di una mamma cinese da 28 anni in Italia, che ci ha parlato della sua conversione dalla religione buddista a quella cristiana, durante un viaggio turistico in Palestina, e il suo ritorno in questi luoghi sacri, dopo aver ricevuto da poco il Battesimo per dire al Signore: «Ora sono tutta per Te! ».

Poi ci ha toccato la simpatia di un nostro missionario nelle Isole Filippine con il quale ci siamo collegati in diretta, che si è definito più che un giardiniere, un “ortolano”, che si sta prendendo a cuore tanti giovani filippini per attrarli al Signore e Lorenza, giovane laica padovana, che abbiamo visto sempre in collegamento con l’Ecuador circondata da bambini, fra i quali, non a caso, c’era una ragazzina, la prima che ha incontrato quando è arrivata in questa terra e che le ha chiesto come prima cosa: « Fammi conoscere Gesù ».

Tanti messaggi lanciati durante questa festa: il mondo ha bisogno del Vangelo di Gesù e dobbiamo essere preoccupati non solo per chi ci è lontano geograficamente, ma anche per chi ci è vicino.

Infatti, sono sempre più numerosi coloro che vicino a noi, non conoscono la Parola e sono lontani dalla Chiesa, oppure la frequentano occasionalmente.

Concludeva, con la preghiera, il nostro Padre Vescovo Antonio, il quale ribadiva che bisogna essere missionari nelle nostre parrocchie, nelle nostre comunità, incarnare in noi questa Parola per poi testimoniarla con la vita. Ognuno di noi, come cristiano, ha la responsabilità di annunciare questa Parola senza nessuna paura, ma con rispetto, umiltà, audacia e senza nessun cedimento.

Vi assicuro che in quel pomeriggio, nell’Istituto don Bosco, abbiamo respirato tanta aria calda, non soltanto perché si stava avvicinando l’estate, ma soprattutto perché si avvertiva tanta energia di bene, tanto fervore umano e il soffio caldo dello Spirito Santo.

Gianna Rosso


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