- Tappa n° 9: "SERENITÀ"
Fano – Fossombrone Km percorsi n° 24. Località visitate: Fano - Rosciano - Cuccorano - Ponto Murello - Lucrezia - Caccinelli - Borgaccio - Ponte degli Alberi - San Marino del piano - Fossombrone.
Dal punto di vista paesaggistico è il più bel tratto di strada percorso fino a questo momento. Il paesaggio, dolci colline che si stagliano all'orizzonte, mi riempie gli occhi. Il profumo dei fiori di acacia mi fanno tornare improvvisamente bambino, quando correvo nei prati con gli amici e qui fiori dolcissimi erano il nostro spuntino pomeridiano. Sono un po' disturbato emotivamente perché mi imbatto con troppa regolare frequenza in chiese che sono chiuse o senza anima, perché senza una guida. Penso alla mia realtà parrocchiale e a quanto bene siamo abituati, mi chiedo per quando durerà? Per me, Don Ferruccio è lì, le Sante Messe ci sono, la Chiesa è viva! I chilometri scorrono veloci, oggi mi sento nettamente meglio e tutto sembra più bello. In questa bella cittadina, Fossombrone, ci sono 4 chiese, molto belle, il duomo è grande, importate, ma. . . sono dispiaciuto perché non riesco a partecipare ad una Santa Messa. In tutti i luoghi da dove sono partito, fatta eccezione per Padova, non si celebrano Sante Messe prima delle 8:00 così parto speranzoso che lungo il percorso troverò dove poter assistere ad una celebrazione, invece. . . non trovo orari esposti così da potermi organizzare.
A Fossombrone trovo da dormire presso un albergo un po' caro, ma sono diventato coraggioso e riesco a scroccare la colazione, bene! La tappa di domani è incerta, vorrei raggiungere Gubbio così da poter arrivare ad Assisi lunedì prossimo.
È strana la sensazione che sto provando, il viaggio mi sta offrendo le ultime tappe: una parte di me è contenta, l'altra dispiaciuta.
La cittadina di Fossombrone è bellina ci sono porticati che la rendono simile a Cittadella.

5 maggio 2012 - Tappa n° 10: "COINCIDENZE"
Fossombrone – Gubbio. Foffombrone - Cagli - Acqualagna - Cantiano - Gubbio.
Questa è stata una tappa particolare. Mi sono trasferito in autobus perché la strada da percorrere è pericolosa.
Ci sarebbe stata la possibilità di evitare l'itinerario tracciato seguendo un bellissimo sentiero. Il problema è che sono solo e non me la sento di camminare per boschi su sentieri che non conosco, basterebbe appoggiare un piede su un sasso, procurarsi una distorsione e la frittata sarebbe fatta. Così per essere più tranquillo e tranquillizare a casa ho ubbidito e ho preso un autobus.
Tutto tranquillo? Magari. . .! La giornata non inizia con buoni auspici, colazione gratis ma da schifo, che bellezza. Ho salutato il gestore ringraziando e mi sono recato alla fermata degli autobus.
Leggo che la partenza per Cagli è alle ore 8:40. Visto e considerato che ho del tempo, sono le 7:30, chiamo il numero telefonico gratuito della Adriatica Trasporti.
Mi risponde una signorina, le spiego dove mi trovo e che sono diretto a Gubbio, mi serviva conoscere la situazione degli autobus che percorrono tale tragitto.
La signorina mi risponde che l'unica corsa per Fossombrone diretta a Gubbio partiva alle 6:40. Mi resta la possibilità di recarmi a Cagli; da lì in poi. . .? Bene mi sono detto, pensavo fosse una giornata tranquilla, e invece. . .
Lascio andare i pensieri negativi, recito le preghiere e il grazie ti amo. Risultato? Da Fossombrone sono andato a Cagli, ho atteso una coincidenza che dopo un'ora mi ha portato a Cantiano, da Cantiano in poi avrei dovuto attendere quasi 4 ore: che fare? Ci penserò! A Cantiano, sceso dal bus, sento lo stomaco che reclama, è quasi mezzogiorno e ho fame.
Mi guardo intorno: ci sono due bar, ne scelgo uno a caso, a caso? Entro nel bar e chiedo: « è possibile mangiare un toast? ». Il barista mi offre la possibilità di assaggiare la focaccia farcita, accetto ed è veramente OK. Mangio, bevo e vado a pagare. Mentre sto per pagare chiedo: « mi trovo sul posto giusto dove attendere la coincidenza per Gubbio? ». Non sono ancora sicuro di rimanere lì per tutto quel tempo, sono tentato di farla a piedi ma sento ancora il consiglio dei Carabinieri e la preoccupazione di casa. Il ragazzo del bar mi conferma: « si è nel luogo giusto ma dovrà attendere per un bel po' ». Invece?? Vada come vada, attenderò. Chiedo se posso rimanere seduto fuori, il barista mi risponde che: « certamente, può attendere comodamente, nessuno la disturberà! ».
Seduto con Gubbio a portata di mano osservo i pensieri che mi portano avanti e indietro nel tempo e mi torna alla mente una storiella letta da qualche parte. La storiella parlava di un turista europeo che durante un viaggio domandò ad un monaco buddista come riuscisse, nonostante tutte le occupazioni, a rimanere sempre attento, concentrato, raccolto. Il monaco rispose: « Io quando sto in piedi, sto in piedi; quando cammino, cammino; quando mangio, mangio; quando parlo, parlo. . . ».
« Questo lo facciamo anche noi », gli rispose il turista.
« Eh, no, lo interruppe il monaco: voi quando siete seduti, con la mente siete già in piedi; quando siete in piedi, correte già con il pensiero; quando correte, siete già alla meta! ». Bello no??? Sono trascorsi circa venti minuti sono le 12:20 c.a., il barista esce dal bar e mi dice: «mi sto recando a Gubbio, se vuole le posso dare un passaggio », accetto! Salito in auto mi presento e così vengo a sapere che il nome di quel ragazzo è Gianni, un nome che mi suscita intense emozioni perché legato a una persona a 9 me molto cara che DIO ha chiamato a sé, spiego cosa sto facendo e mi sento rispondere che « qualche giorno fa ho parlato al telefono con sua moglie » sono rimasto di stucco! Ha chiamato una Signora, mi ha spiegato che il marito si stava recando ad Assisi, sarebbe passato per Cantiano e mi chiedeva informazioni sulla viabilità e sui mezzi di trasporto. Quando l'ho visto arrivare e ho osservato come era vestito e mi ha chiesto informazioni per Gubbio ho pensato: « questo è il marito di quella signora ». Sono sorpreso! Il ragazzo mi spiega inoltre che il suo turno è il pomeriggio e che si trovava al bar per "caso". Coincidenze? Grazie GIANNI ad Assisi sulle tombe dei suoi Santi pregherò anche per te. Arrivo a Gubbio prima di quanto previsto.
Trovo da dormire presso un monastero dove ho il tempo per le riflessioni di fine giornata e scrivere nel diario le emozioni vissute.

6 maggio 2012 - Tappa n° 11: "LA FORZA DELL'AMORE"
Gubbio – Santa Maria degli Angeli Km percorsi n° 48 (mi sembra impossibile). Località visitate: Gubbio - Cipolletto - Ponte d'assi - Mengara - Bellugello - Fratticiola Selvatica - Valle Verde - Pianello - Palazzo - Torbidello - Assisi – Santa Maria degli Angeli.
GIORNATA CAMPALE! Mi sono svegliato presto, colazione alle 6:00 con dolcetti alla crema e CocaCola acquistati la sera prima in un negozio di Gubbio, e via. La giornata meteo non promette nulla di buono, così preparo lo zaino mettendo la mantella a portata di mano. Itinerario della giornata inserito in una busta in plastica, per proteggerlo dalla pioggia; accendo il navigatore. Oggi devo fare tutto ok perché è un giorno speciale e non posso mancare l'appuntamento; parto per Assisi, punto di arrivo previsto: Pianello; chilometri da percorrere: 28 c.a.
Dopo alcuni chilometri (circa 6), inizia a piovere, mi fermo per indossare la mantella. Riparto, la strada inizia a salire, prima dolcemente poi con qualche strappo dalla pendenza maggiore. Il tempo atmosferico è brutto ma il paesaggio è incantevole. La strada è poco transitata ma vedo transitare gli autobus per Perugia, bene: se mi capitasse di essere in difficoltà so che ho un'alternativa.
Noto che i punti di ristoro con possibilità di pernottamento si susseguono, se lo avessi saputo sarei partito ieri pomeriggio, non mi sarei fermato a Gubbio e oggi mi troverei con un po' di strada già percorsa.
Tutto prosegue per il meglio, il pensiero mi porta a Silvia, è partita con la nostra amica Gabriella destinazione Assisi. Oggi giornata speciale rivedrò Silvia, sono trascorsi 11 giorni, una vita. Mentre supero una seconda collina transitando davanti ad una casa che ospita circa 6 cani, l'abitazione non è recintata e i cani sono a catena, fanno un gran chiasso tanto che Silvia, con la quale sono al telefono, mi chiede se mi trovo in un canile. Improvvisamente mi sento tirare per la mantella; cosa sta succedendo? Un pò mi spavento, mi volto, è un cane che non avevo visto essere libero, poverino forse si era spaventato per lo svolazzare della mantella, mi ha fatto prendere una bella paura. Ero sempre stato attento anche alla presenza di qualche randagio, quando si è soli ci si sente indifesi e si osserva di più ciò che ci circonda.
All'improvviso dopo una curva un bivio, l'indicazione del paese sulla carta mi porterebbe ad inoltrarmi su una strada secondaria, che fare? Do un'occhiata al navigatore, mi conferma che devo prendere proprio quello che mi sembra un viottolo. Poco avanti trovo un signore e chiedo: « è la strada giusta per Pianello? ». « Sì » mi risponde il signore, proseguo il cammino.
Piove a tratti, quando non piove la temperatura sale e ho caldo, mi viene voglia di togliere la mantella ma ecco, piove nuovamente. La strada è un continuo saliscendi, sono al quarto scollinamento ma i chilometri non pesano; l'appuntamento del giorno mi dà un'energia sconosciuta. Arrivato a Fratticciola Selatica mi viene indicata una scorciatoia per Pianello, è lunga 6 km: è uno sterrato molto ripido, che fare? La fortuna mette sui miei passi due ciclisti, chiedo loro ulteriori spiegazioni, mi confortano dicendomi che sì, quel sentiero è percorribilissimo e mi farà risparmiare dei chilometri, ringrazio e riparto. È quasi mezzogiorno sento la fame e cerco un ristoro. Trovo un bar che in seguito saprò avrebbe dovuto essere chiuso ma il gestore mi fa entrare, pranzo con le uniche cose che trovo, due fiesta, un caffè (manca il latte per un cappuccino) e un litro di acqua minerale, pranzo di lusso, mi è sufficiente, proseguo.
Arrivo a Pianello il paese dove dovrei fermarmi e farmi raggiungere da Silvia. L'ipotesi era: arrivare a Pianello, farmi raggiungere da Silvia per pernottare assieme a Santa Maria degli Angeli. La mattina dopo Silvia mi avrebbe riportato a Pianello da dove sarei ripartito con destinazione finale Assisi. Così non è avvenuto.
Per tutta la giornata ho sognato di arrivare a Pianello dove mi sarei fermato avrei cercato una pizzeria, desideravo una bella prosciutto e funghi con una bella birra rossa. Chiedo indicazioni sul come farmi raggiungere da Silvia ma scopro che ci sono più strade che non conosco e temo di non saper darle giuste indicazioni.
Decido di proseguire, sono a 15 km da Assisi, sto pen sando di percorrere ancora 5/10 km così da essere più facilmente raggiungibile. Pensavo ma invece. . ., arriverò a Santa Maria degli Angeli.
Di tanto in tanto mi sento al telefono con Gabriella, Silvia guida, mi aggiornano, stanno mangiando qualcosa di frugale alla nostra solita tappa, le immagino, loro due affiatatissime amiche che se la raccontano e fantasticano il momento dell'incontro.
Perdo di lucidità e chiedo indicazione per Assisi ma avrei dovuto chiedere per Santa Maria degli Angeli. Mi troverò sotto la Basilica di San Francesco e mi farò la Mattonata che da Assisi porta a Santa Maria degli Angeli (4 km) gratis.
Nell'ultima telefonata con Silvia gli ho detto di non venirmi incontro, vedevo già la Basilica di San Francesco e la cupola della Basilica di Santa Maria degli Angeli.
Ma gli ultimi chilometri sembrano interminabili, l'emozione cresce: il peso dello zaino adesso è insopportabile.
Decido di richiamare nuovamente Silvia: « vienimi incontro, ti do l'amico zaino, devi arrivare dalla strada che passa sotto la Basilica di San Francesco ».
Lo sguardo ora è fisso sulla strada alla ricerca di una FIAT punto nera, all'improvviso la vedo sbucare da una curva, si ferma, piove, Silvia scende, io mi fermo, lei mi corre incontro sotto la pioggia, che bello risentirla fra le braccia, ridiamo, piangiamo, un bacio, la guardo, sono emozionatissimo e felice. Gabriella emozionata cerca di fare delle foto ma non ci riuscirà, un abbraccio anche alla splendida amica ed improvvisamente sento di avere fame, non ho nulla mi dice Silvia, Gabriella mi dice di avere dei crakers, ok, va bene qualsiasi cosa. Riprende a piovere intensamente, consegno lo zaino e dico a Silvia di aspettarmi a Santa Maria degli Angeli oramai ero arrivato.
Quei 4 km finali li ho fatti ad una velocità impossibile.
Più tardi saprò che Silvia e Gabriella nel lasciarmi sotto la pioggia, piangeranno.
Arrivo finalmente al Domus Pacis dove pernotterò, l'accoglienza è formidabile, ospiti e personale dell'albergo mi danno il ben arrivato, sono frastornato. Manca solo una cosa importante: ho il desiderio di andare a Messa.
Le ore del pomeriggio passano veloci. Alle ore 18:00 si va a Messa; il celebrante è Padre Paolo, un francescano conosciuto ad Assisi durante la novena per Santa Chiara. Frate Paolo è un uomo benedetto, possiede il dono della leggerezza. Si vede che è innamorato di Dio, lo si vede da come si intrattiene con gli uomini. « Parlerò con lui dopo la Santa Messa ».
L'omelia da lui fatta sul brano del Vangelo (la vite e suoi tralci) è come nel suo stile, semplicemente profonda.
La vita è come la vite dà più frutto se si pota ciò che è di troppo. Non si taglia, si pota. Il tagliare è un atto indiscriminato la potatura si fa in funzione dei frutti, non si taglia a caso.
Sembra parlare del mio cammino durante il quale più volte ho compreso come sia importante eliminare dalla nostra vita molte "COSE" che pensiamo siano importanti ma così non sono, se sappiamo potare rimarrà solo il tralcio che darà frutto. Naturalmente la potatura è un taglio che fa male, ma è in prospettiva salutare.
Ceniamo, finalmente una minestra e un pranzo a tavola, si gusta tutto solo dopo che non si è avuto nulla.
Dopo cena mi fermo nella hall dell'albergo per qualche minuto, sento il bisogno di fermare nel diario le emozioni vissute in questa giornata che volge al termine, non è semplice addormentarsi dopo tante emozioni e con il pensiero che mi porta a domani, all'arrivo, mi sembra impossibile!

7 maggio 2012 - Tappa n° 12: "L'INCONTRO"
Santa Maria degli Angeli – ASSISI. km 4.
Mi sono svegliato presto, come ogni mattina andiamo in sala da pranzo per la colazione. Oggi giornata conclusiva! Conclusiva?. . . un'esperienza di questo tipo non si conclude con il raggiungere la meta. Alle ore 9:00 circa mi incammino verso la tomba di San Francesco.
Silvia e Gabriella mi attendono pronte a fotografare il mio arrivo. Ci riusciranno ma solo all'ultimo secondo, non pensavano che arrivassi in così poco tempo.
All'arrivo mi reco alla tomba da San Francesco, in ginocchio prego e ringrazio per quanto ricevuto, anche per le difficoltà incontrate. Difficoltà che altro non sono che esercizi offertici allo scopo di fortificarci. Un giornalista mi ha contattato per una breve intervista che ho rilasciato mentre mi trovavo a fianco della tomba del Santo, ed ero in preda ad intense emozioni.
Ho depositato a San Francesco le preghiere e raccomandazioni consegnatemi dalle persone nei mesi precedenti, durante gli allenamenti. Ho deposto alcune candele e ringraziato pregando.
Tutto è andato bene e non posso che essere felice.
Usciamo dalla basilica e accompagnato da Silvia e Gabriella ho attraversato Assisi per recermi alla tomba di Santa Chiara. Per strada mi sono fermato al teatro Metastasio per un saluto ai ragazzi "attori" della compagnia di Carlo Tedeschi. Un saluto anche all'amica Lorella e a sua mamma. Lorella mi è stata di grande aiuto perché sapevo che da Fano in poi, se avessi avuto problemi, potevo contare su di lei.
Eccomi da Santa Chiara mi accoglie Sr. Anna, quando ci troviamo nel Proto Monastero di Santa Chiara, io e Silvia è come se fossimo a casa, Sr. Anna è sorridente e scherzosa. Le consegno le buste contenenti le preghiere e richieste che alcune persone (9) mi hanno consegnato perché fossero consegnate alle Clarisse di Assisi. (Nel corso degli allenamenti, piano piano, alcune persone che mi incontravano con regolarità si sono incuriosite e mi chiedevano il significato di quella mia preparazione. Quando gli informavo che mi preparavo per un pellegrinaggio per Assisi da San Francesco e Santa Chiara, mi chiedevano se una volta lì, ad Assisi, avrei pregato per loro. Io rispondevo che Sì certamente io avrei pregato per loro ma le invitavo a fare molto di più. Scrivete le vostre preghiere e quanto avete da consegnare e io le porterò e destinazione. È così che è iniziata la mia professione di portalettere Assisano. ) Silvia congela con delle foto il momento della consegna delle lettere. Scendo alla tomba dell'amata Santa Chiara, c'è molta gente e non mi sento in sintonia con lei, ritornerò domani. Di norma vado alla sua tomba alle 6:30 del mattino prima di partecipare alle lodi, a quell'ora non c'è mai nessuno e il dialogo con la Santa non viene disturbato.
Usciamo dalla basilica, ci rechiamo per un saluto dalle suore del St. Hanthony's Guest Hoause. Sr. Alessandra, Gabriell, Susan ci accolgono con il loro solito calore ed amicizia. Il loro monastero è quanto di meglio si possa sperare di trovare ad Assisi. La loro presenza infonde serenità, armonia, voglia di vivere. Usciamo e ci incamminiamo verso l'appartamento che ci ospiterà per i prossimi giorni.
Alle ore 16:00, dopo un bel momento di riposo cerco l'amico che mi ha tenuto compagnia e ha accolto le mie emozioni, il diario. Non lo trovo, dove cavolo l'ho posato? Di colpo mi sembra di ricordare di averlo appoggiato da qualche parte nel parcheggio di Piazza Matteotti mentre mi toglievo il giubbino, forse l'ho dimenticato là. Mi prende uno stato di agitazione. Se perdo il diario perdo un pezzo del cammino, testimonianze ed emozioni, le cose più importanti. Corro di volata al parcheggio, l'amico diario è là dove l'ho posato, mi aspetta, che felicità! La giornata si conclude consumando la cena noi tre SILVIA, GABRIELLA e il sottoscritto! Condivido con loro la difficoltà di rientrare nei ritmi della vita così detta "normale". Il camminare ha il potere di rallentare il pensiero. Dopo aver camminato per tante ore e per molti giorni provo una strana sensazione come di un PENSIERO RALLENTATO, il camminare porta a vivere di più nel presente!

10 maggio 2012 - Tappa n° 12 bis: "L'AMICIZIA"
ASSISI – Città del Vaticano.
Con la visita al piccolo monastero Mater Ecclesiae, piccolo monastero di clausura voluto dal Santo Padre Giovanni Paolo II, si conclude veramente il mio pellegrinare.
Esperienza unica quella vissuta nei giorni passati, indimenticabile.
In pochi giorni ho vissuto e sperimentato sentimenti opposti e complementari: 11 Amore / Odio – Accoglienza / Rifiuto – Gioia / Tristezza – Sicurezza / Paura – Accettazione / Rifiuto – Disponibilità / Disinteresse – Solitudine / Compagnia.
Ho conosciuto la fame e sofferto la sete ma tutto ha avuto un senso, tutto ha avuto una direzione unica, farmi crescere! « FARE IL POSSIBILE » e « DESIDERARE L'IMPOSSIBILE ». O come sta scritto nel biglietto donatomi da Sr. Chiara Mariana (Clarissa di clausura) CHI HA UN PERCHÉ, TROVA ANCHE IL COME! Arrivare al monastero è sempre emozionante entrare nella Città del Cristianesimo, viaggiare là dentro con l'auto ti dà la sensazione di percorrere la storia, la basilica è imponente. Dal monastero Mater Ecclesiae si percepisce l'imponenza della cupola di San Pietro, ti sembra di poterla toccare. Reverenda Madre Begonia e Sr.
Francesca è stata una festa. Novanta minuti di serenità, gioia, amicizia.
Sento, dentro di me, il bisogno di mantenere quella calma coltivata nel viaggio.
Alla partenza ci salutiamo con raro calore ed amicizia.
Con Madre Begonia ho appuntamento a Burgos (Spagna) nel suo monastero, dove transiterò quando percorrerò il cammino di Santiago de Compostela. Con Sr. Francesca l'appuntamento è presso il suo monastero a San Vito al Tagliamento, cittadina dove ho trascorso il mio periodo di leva, che coincidenze.
Adesso! Il pellegrinaggio è veramente terminato! Vi ho raccontato, "in breve", l'esperienza dei 12 giorni di cammino da Galliera Veneta ad Assisi, spero di non avervi annoiato.
Al termine del pellegrinaggio le domande più frequenti sono state: « come è andata? Cosa ti è rimasto di questa esperienza? Ti ha insegnato qualcosa? ».
A queste domande non sapevo dare una risposta, la risposta è venuta, piano piano alla luce in un secondo momento, da sola. Oggi vi posso raccontare che il pellegrinaggio è stato un "sacrificio" e una "Benedizione".
Quello che vi posso dire in breve è che: il sacrificio è terminato, la Benedizione continua. Ma questa è tutta un'altra storia che vi racconterò se ne avrò l'occasione.

Gianfranco Okroglic


"Per un pugno di dollari"


Cittadella ascolta


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PROF. CARLO COTTARELLI, economista


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