Conosco la Caritas fin da quando ero una bambina: mia mamma ogni tanto comprava del cibo e lo metteva in un angolo del salotto e alla mia domanda sul perché stesse lì e non nella credenza, rispondeva che l'avrebbe portato alla Caritas appena ne avrebbe avuto la possibilità.
La cosa non è cambiata con il passare del tempo, fino a quando si trovò in difficoltà a causa degli orari del lavoro e così chiese a me di dare una mano. Ogni volta che potevamo compravamo qualcosa e il martedì o il venerdì io mi facevo il mio bel giro a portarlo nella sede.

Ogni tanto sbirciavo attraverso la porta e vedevo queste persone indaffarate che davano borse della spesa ad altre che attendevano pazienti e pensavo sempre che ammiravo il servizio che davano alla comunità: donavano il loro tempo per una buona causa, per aiutare persone più sfortunate.

Appena la scuola me ne diede la possibilità, decisi di farne parte. Mi informai su come partecipare dai miei ex catechisti, Luigi e Annalisa e già dalla prima volta che andai venni subito ben accolta da un gruppo di persone simpatiche e gentili.
Capii fin da subito che non si poteva stare con le mani in mano. Ci sono molte più persone di quello che pensiamo che hanno bisogno di aiuto: padri di famiglia che hanno perso il lavoro e non riescono a trovarne un altro, madri con bambini piccoli e il marito che le ha abbandonate, ragazzi giovani che si prendono cura delle loro famiglie, ecc.

Ogni persona ha una sua storia che viene ascoltata e che ti permette di renderti conto di quante cose succedono nel tuo stesso paese senza che tu te ne renda conto. Ad esempio scopri che famiglie numerose vanno avanti con un solo sussidio di disoccupazione e che si appoggiano alla Caritas. Non è facile per nessuno chiedere aiuto, qualunque sia la sua nazionalità.
A ogni persona vengono date le cose fondamentali: latte, pasta, pomodoro e tonno in scatola, olio, zucchero ecc.; cose di prima necessità che noi siamo abituati ad avere sempre nel nostro frigo o nella nostra credenza, ma che fanno una grande differenza invece per chi non le ha.
È questo quello che facciamo, aiutiamo persone che stanno affrontando un momento difficile ascoltando le loro difficoltà e dando loro degli alimenti o altri generi di aiuti. Io ho la grande fortuna di avere la possibilità di dare un mano di persona e quindi di vedere i sorrisi di quelle persone, di sentire i loro grazie, di vedere i loro sguardi sollevati.
Tutto questo non sarebbe possibile, però, se non fosse per TUTTI QUANTI VOI.
Questa lettera è per voi, che ci date una mano silenziosamente, portando il cibo che noi distribuiamo a tutte quelle persone. Questa lettera è per voi, per condividere un po’ della gratitudine che noi possiamo vedere di persona. Questa lettera è per voi, che vi impegnate tanto con le vostre offerta per una causa così giusta. Questa lettera è per voi bambini e ragazzi che in Avvento e Quaresima portate le borse di alimenti in chiesa durante la messa, per spiegarvi cosa facciamo e perché vi sentiate il più possibile partecipi del gesto che fate.
Un grande e sincero GRAZIE a tutti quanti voi, perché nonostante non possiate viverlo, vogliamo che sappiate che siete voi a fare la differenza, perché se non fosse per voi, noi non saremmo qui; quindi un grazie di cuore.

Nicole Cognolato

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