Per noi questo viaggio ha significato tanto, in quanto 100 anni fa ci sono stati eventi molto importanti. Siamo arrivati a casa con un bagaglio di esperienze indimenticabili, che ci hanno segnato nel profondo dell’anima. Eravamo partiti da Venezia alle ore 5.55 , abbiamo avuto lo scalo a Madrid proseguendo per Santiago de Compostela. Arrivati, abbiamo visitato l’imponente Cattedrale dedicata a San Giacomo avviata nel 1075. Molti i giovani presenti nella piazza che avevano terminato il loro cammino.

Poi giù per Porto, Coimbra e Fatima. In questi giorni abbiamo potuto visitare la casa dei tre Pastorelli, il luogo dell’apparizione dell’Angelo e la chiesa dove sono stati battezzati. L’emozione saliva. Ci siamo preparati all’entrata della spianata visitando e pregando per la via Crucis. Nostra Signora di Fatima (in portoghese Nossa Senhora de Fàtima) è uno degli appellativi con cui la Chiesa Cattolica venera Maria, madre di Gesù. Fra le apparizioni mariane riconosciute ufficialmente dalla Chiesa Cattolica, quelle relative alla Nostra Signora di Fatima sono tra le più famose. Le pastorelle Lùcia dos Santos di 10 anni e Jacinta Marto di 7 anni con il pastorello Francisco Marto di 9 anni, fratello di Jacinta e cugino di Lùcia, il 13 maggio 1913, mentre badavano al pascolo in località Cova da Iria ( Conca di Iria), vicino alla cittadina portoghese di Fatima, riferirono di aver visto scendere una nube e al suo diradarsi, apparire la figura di una donna vestita di bianco con in mano un rosario, che identificarono con la Madonna. Dopo questa apparizione la donna avrebbe dato appuntamento ai tre in quello stesso luogo per il tredici di ogni mese, fino al 13 ottobre. Secondo il racconto dei tre, le apparizioni continuarono per un po’ di tempo, accompagnate da rivelazioni di eventi futuri: la fine imminente della prima guerra mondiale; il pericolo di una seconda guerra ancor più devastante se li uomini non si fossero convertiti; la minaccia comunista proveniente dalla Russia, debellabile solo mediante la Consacrazione della nazione stessa al cuore immacolato di Maria, per opera del papa e di tutti i vescovi riuniti. In seguito alla promessa fatta ai tre pastorelli dalla Madonna riguardo a un evento prodigioso, il 13 ottobre 1917 molte persone, credenti e non credenti, riferirono di aver assistito a un fenomeno che fu chiamato “miracolo del sole”. Molti dei presenti , anche a distanza di parecchi chilometri, raccontarono che mentre pioveva e spesse nubi ricoprivano il cielo, d’un tratto la pioggia era cessata e le nuvole si erano diradate: il disco del sole, tornato visibile, avrebbe ruotato intorno a un punto esterno, diventando multicolore e ingrandendosi, come precipitare sulla terra. Francisco e Jacinta morirono pochi anni dopo, rispettivamente nel 1919 e nel 1920, a causa dell’epidemia di spagnola che in quegli anni fece molte vittime anche in Portogallo. Lucia invece divenne monaca carmelitana scalza, e mise per iscritto nelle sue Memorie gli eventi accaduti a Fatima, così come lei stessa li aveva visti. (Noi strada facendo abbiamo potuto visitare il monastero dove ella rimase fino alla morte). Nel 1930 la Chiesa cattolica proclamò il carattere sopra naturale delle apparizioni e ne autorizzò il culto. A Fatima è stato edificato un santuario, visitato per la prima volta da papa Paolo VI il 13 maggio 1967, e in seguito anche da papa Giovanni Paolo II. Di cui due statue rappresentative una a destra e l’altra alla sinistra rivolgendo le spalle alla muova chiesa cappella guardano la spianata. L’anno scorso, nel 2017 è stato celebrato il Centenario delle Apparizioni alla presenza di papa Francesco. La festa del 13 maggio è la Festa per i portoghesi più importante. Trovarsi in quei luoghi proprio il 13 maggio è stato molto emozionante. Entrando in quella spianata così immensa ti apre il cuore e l’anima. Sembra di non appartenere a questo mondo. Visitando la basilica e la tomba dei tre pastorelli sembra ti dicano (siamo stati dei fedeli strumenti di Maria) e sembra non ti lascino andare finché anche tu non dici il tuo si. Durante tutto il giorno per le strade che portano alla spianata scendevano a piedi i pellegrini provenienti dai paesi vicini ma anche dai più lontani. Scendendo alla grotta e incontrando Maria ti verrebbe solo di abbracciarla, di inginocchiarti e ringraziarla per il bene che ci vuole, per l’Amore che ha per ogni suo figlio, per la sua magnanimità, per la sua mitezza e grandezza.
La sera della vigilia la spianata si sta riempiendo e mentre l’oscurità scende durante la recita del santo rosario si accendono le candele e tutto si illumina.
Durante il gloria si alzano al cielo le candele accese e tutto diventa celestiale un tutt’uno con il cielo. La spianata ora è tutta una luce . Tante voci, tante lingue, tanta gente ma un solo coro. La recita del rosario non ha tempo e così si avvicina la mezzanotte con la celebrazione della s. messa e la veglia continua per tutta la notte.
Al mattino seguente (13 maggio) entrando alla spianata si vedevano le persone avvolte in coperte o sdraiate per terra, (avevano voluto vegliare tutta la notte).
La giornata inizia con la recita del santo rosario poi la statua di Maria in modo solenne: con suoni di trombe, tamburi, organo e coro viene portata a spalle processionalmente passando in mezzo ai pellegrini fino all’altare.
Che emozione vedersi passare accanto Maria! I passi dei portantini sembrava segnare il passo di Maria. La cerimonia della messa inizia e intanto anche il vicino si fa più fratello anche se non si parla la stessa lingua sembra che il cuore, l’anima ti fa fratello.
Sembra non ci vogliano trattati per far pace con chi ti sta vicino. Alla fine ( tempo di 5 ore) non era possibile lasciarci senza salutarci con un abbraccio, sembrava che il mondo te lo chiedesse. (per la cronaca eravamo più di seicentomila ).
Alla sera ancora lì per la recita del rosario e ancora tanta gente. La stessa aria che ti fa respirare a pieni polmoni, l’anima sembra un tutt’uno. L’addio; ma no sembra dirti Lei “arrivederci”. Siamo tornati (il giorno dopo) per l’ultimo saluto. Un sentimento profondo di intimità ci prende.
Che bello! Troviamo la messa in italiano, possiamo ancora ricevere Gesù e dare l’ultimo saluto prima di partire a Maria. Sembra che Lei ci assicuri che non ci lascerà più, anzi che la troveremo in ogni fratello e sorella, in ogni suo santuario, in ogni sua immagine.
Non abbiamo cercato tanti ricordini, ma abbiamo messo nel cuore di Maria tutte le preghiere che ci sono state affidate e chiesto per ognuno ciò che il loro cuore desidera per lui e per tutti i suoi cari, ma in particolare per la pace nel mondo.
T.M.

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