Il Gruppo Giovanissimi di seconda, terza e quarta superiore quest’anno ha avuto la possibilità di toccare con mano le difficoltà e di apportare un contributo nel cuore dell’Italia, lì dove si sono verificati gli eventi sismici più devastanti del 2016 e del 2017. Quest’occasione di crescita è stata il frutto della collaborazione con il Laboratorio della Speranza, un’associazione di promozione sociale nata a seguito del terremoto del 24 agosto 2016. I ragazzi, guidati dai loro animatori e da Don Roberto,

hanno affrontato un vero e proprio campo servizio, prestando le forze nelle diverse realtà segnalate dal Laboratorio. Punto chiave di questo campo è stato sviluppare la flessibilità necessaria ad adattarsi alle differenti situazioni che si presentavano di giorno in giorno. Sono state proposte al gruppo tre attività di volontariato, le quali sono state affrontate dividendo i ragazzi in tre piccoli sottogruppi e turnando ogni giorno il tipo di servizio. 

Un primo tipo di mansione ha visto il gruppo impegnarsi nella pittura di una casa di accoglienza per ragazze vittime di tratta e prostituzione; è stato possibile, in questo caso, ascoltare le preziose testimonianze sul sisma di un educatore e di suo padre, e di come abbiano contribuito nella loro realtà del post-scossa.
Un secondo tipo di attività è stato definito “Gipsy camp”, in quanto i ragazzi hanno fornito un supporto di animazione in diversi paesi della provincia di Ascoli Piceno, tra cui Acquasanta Terme (sede di Laboratorio della Speranza), Borgo Uno, Spelonga, Pretare e Arquata del Tronto.
Lo stesso tipo di attività di animazione si è svolta anche ad Accumoli, nel Lazio, in un campo strutturato tra gioco ed aiuto compiti.
In questi due ultimi servizi, dunque, è stato possibile per il gruppo conoscere molti bambini e ragazzi e arricchire le loro giornate con del gioco e del divertimento.
Non sono mancati, inoltre, i momenti di riflessione infragruppo: da un lato per l’esperienza che si stava vivendo in quel momento; dall’altro sul momento di crescita che i ragazzi stanno vivendo, tramite l’associazione tra terremoto “fisico” e terremoto “interiore”.
In quest’esperienza non sono mancati i momenti di fatica, di impotenza di fronte alle macerie e alle parole degli abitanti; ma sono stati tanti anche i sorrisi, le parole di ringraziamento e gli esempi di forza e coraggio per ricominciare.
Alessia Securo

 

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