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Storia di un sogno che si avvera p. Mario Diotto .

Il suo nome era Riziki, che significa “pane da condividere”.
Mi raccontava una storia, la sua storia, con i suoi grandi occhi di Mare. Riziki era il dolore.
La bambina teneva la schiena contro il muro e le braccia protese in avanti, quasi a captare l’ultimo raggio di sole che si spegneva sul lago Tanganika, oltre il Burundi, il paese dalle mille colline. Era là, da chissà quanto tempo. Credo che mi aspettasse con l’ansia di potermi svelare il suo sogno.

« Voglio andare a scuola » Appena concluso il mio saluto, lei mi venne incontro, solenne nel suo festoso “kwikwembe” che le arrivava fino ai piedi nudi, dandole un portamento dignitoso, come sanno essere dignitose tutte le bambine povere dell’Ubembe.
La bambina sorrise, quasi tristemente, porgendomi la mano e sussurrando parole che sono l’espressione dell’accoglienza e della grande ospitalità: « Come stai, padre? Che notizie mi porti? ». Me lo disse con quel tono che esprimeva tutta la gratitudine del suo cuore. Era il nostro primo incontro, dal quale scaturiva il nostro piccolo progetto: “Costruire persone”.
Con quegli occhi ripieni di luce, di bianco e d’immenso, stava dritta davanti a me e raccontava la sua storia di dolore.
Riziki aveva fame di pane e di tenerezza. Sognava un futuro migliore. Il suo tenero discorso sussurrato poteva ridursi a tre sole parole: « Nataka kwenda somoni! Vorrei andare a scuola! ». E così avvenne.

Pietre viventi per l’Africa
Riziki fu la prima “pietra vivente” di un progetto che si sarebbe realizzato e ancora continua a realizzarsi nello spazio e nel tempo: l’impegno di “costruire persone”. Con Riziki, altri bambini si uniranno in coro per crescere secondo il programma del vangelo: “Crescere in sapienza, età e grazia”.
Oggi Riziki è mamma di tre bambini e diplomata alla scuola per infermiere. Con le tanti altri infermieri, catechisti, insegnanti, operatori parrocchiali, saranno capaci di gestire le loro comunità, come guide sicure e responsabili, che facilitano la promozione umana e cristiana nella propria integrità.
L’Africa, più che di grandi costruzioni di mattoni, ha bisogno soprattutto di “pietre viventi”.
La storia di Riziki è la storia di tanti altri bambini che vogliono diventare “qualcuno”; quel “qualcuno” che diventa, nel tempo e nello spazio, un “pane da spezzare, un pane da donare”. Riziki era il suo nome.
. . “pane da spezzare” per un mondo che ha fame e sete di tenerezza.


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P. CLAUDIO SIMIONI o.f.m.


Cittadella 20/10/1958 Caorle 12/7/2003

Ti ricordiamo forte e solidale con le situazioni di fragilità e sofferenza umana. Hai seguito il Signore con grande disponibilità offrendo la tua breve vita e il servizio di sacerdote ai fratelli incontrati a Cittadella, Verona, Venezia-Marghera, Montegrotto e Monselice.
In occasione del 5° anniversario della sua morte verrà celebrata una S. Messa il 12 luglio alle ore 19 in Duomo.


"niente paura"


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