Dove un tempo esisteva il Convento delle Suore Cappuccine in Borgo Padova che si dedicavano all’istruzione ed educazione delle bimbe provenienti da famiglie disagiate sorse una Scuola assai benemerita per il Paese.
Gli invasori francesi, operanti contro la Serenissima Repubblica Veneta, requisirono e devastarono i beni conventuali cittadellesi.
Fra gli anni ’30 e ’40 dell’Ottocento venne acquistato da Mons. Antonio Farina, Vescovo di Vicenza, ciò che restava dello scempio distruttivo causato dalle strutture abitative dalle forze napoleoniche per farne una Scuola Cattolica, ove istruire e formare le ragazzine del luogo. L’interesse della gente fu forte tant’è che parecchi facoltosi locali spontaneamente si autotassarono per sopperire alle insufficienti erogazioni comunali.
Il Vescovo su accennato aprì ed avviò nel 1846 una scuola privata femminile per migliorare la condizione umana e sociale della donna.
Parecchi anni dopo, era l’anno 1876, il Ministro della Pubblica Istruzione fece opposizione alla validità di questa Scuola imponendone la chiusura per questi motivi: insegnanti non fornite di apposito titolo didattico e programmi non conformi a quelli ministeriali.
Per sette mesi quell’Istituto restò chiuso e sparì la frequenza delle bimbe. Nel maggio 1877, ottenuta l’autorizzazione del Consiglio Scolastico Provinciale per la validità dei titoli d’insegnamento conseguiti, cinque maestre furono inviate dalla casa Madre delle Dorotee di Vicenza a riaprire la Scuola privata femminile e decisivo fu l’afflusso di quasi un centinaio di alunne. Contemporaneamente venne aperto un asilo privato per bambini e bambine, affidato a due suore diplomate mandate dall’Istituto Farina di Vicenza per supportare le esigenze di tante famiglie in difficoltà. Se queste realizzazioni ebbero esito positivo lo si deve all’impegno instancabile di Suor MADDALENA ALICE PILON, direttrice della Scuola dal 1877 al febbraio 1888, e quanto morì lasciò un grande vuoto perché era stata una pia e saggia istitutrice.
Un decreto reale del 20 settembre 1868 stabilì che gli istituti di istruzione tenuti dalle Suore Dorotee diventassero pubblici e ci fu un apposito contratto, tra il Vescovo Farina e il Sindaco di Cittadella Giuseppe Tombolan Fava, che regolava la dipendenza delle Suore Maestre alla loro Direttrice, fatta salva la dovuta applicazione alle norme di Legge per quanto riguardava l’Autorità Scolastica Pubblica. L’importanza del Farina si estese nell’ambiente cittadellese perché le Dorotee avevano creato anche una Scuola di lavoro per ragazze da marito e inoltre facevano assistenza scolastica privata alle giovanette dell’alta borghesia.
Nel tempo la frequenza divenne numerosa e ricercata per la efficace e garantita azione formativa che da quell’Istituto era offerta in abbondanza sia in campo morale e religioso che culturale. Le Dorotee trovarono qui un ambiente favorevole al loro mandato e la loro presenza crebbe di molto e si svolse in varie attività.
Furono presenti nella Casa di Riposo, all’Ospedale, e in vari asili della zona per l’assistenza ai bimbi.
Il loro periodo d’oro si verificò durante il Servzio parrocchiale di Mons.
Basso che fu molto favorevole alla loro presenza tanto che si prestò perché iniziasse in Borgo Padova il “Probandato” che era Scuola di formazione per giovani ragazze che aspiravano a dedicarsi alla vita religiose e al bene della gioventù.
Il “Probandato” esistette in Cittadella per più di cinquanta anni e da questa istituzione uscirono suore molto preparate, generose e pronte a dare un utile servizio alla Comunità

M.B.
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