Carissimi fratelli e sorelle nella comune vocazione cristiana, a voi tutti auguriamo “pace vera e sincera carità nel Signore”. Con queste parole di San Francesco d’Assisi nella sua Lettera ai fedeli, noi, Vescovi delle Chiese particolari che sono nel Veneto, vi annunciamo che quest’anno la nostra Regione avrà la grazia e il privilegio di offrire l’olio per la Lampada Votiva in onore di San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia. Nei giorni 3-4 ottobre 2008, noi Pastori, insieme con gli Amministratori della Cosa Pubblica e voi Fedeli tutti, saremo ad Assisi in pellegrinaggio alla Tomba del Poverello per esprimere, attraverso l’accensione della Lampada Votiva, la lode e il ringraziamento a Dio che ha dato alla Chiesa e al mondo, in San Francesco, un testimone autentico della bellezza e perennità del Vangelo di Gesù Cristo.
Il Veneto si sente particolarmente legato alla figura e alla spiritualità del Santo di Assisi. La storia di questo fecondo legame affonda le sue radici nella sosta di San Francesco a Venezia al ritorno dalla Terra Santa, nella primavera del 1220.
Il pellegrinaggio delle genti venete ad Assisi diventa un’occasione favorevole per riscoprire i valori alti del vivere insieme, illuminati dalla luce del Vangelo che San Francesco ha abbracciato come unica regola di vita per sé e per i suoi frati e ha proposto come risposta originale alle autentiche aspirazioni del cuore dell’uomo di ogni tempo: del nostro tempo in particolare.
La nostra Regione, come l’Italia tutta, è oggi chiamata ad affrontare la sfida dell’incontro di popoli e culture diversi.
Viviamo un tempo di mobilità umana straordinaria che ci offre l’opportunità di comprendere l’ansia di San Francesco di portare a tutti i popoli, vicini e lontani, cristiani, musulmani e seguaci di altre religioni, l’annuncio di “pace e bene” e la parola del Vangelo.
Così, da lui assistiti, possiamo annunciare con vigore il Dio dell’Amore fattosi uomo per noi, punto focale della spiritualità e della missionarietà del Poverello d’Assisi.
Ci piace ricordare come i primi passi del cammino di conversione di Francesco d’Assisi siano accompagnati dal suo gesto generoso di offrire l’olio per la lampada che ardeva accanto all’altare della chiesetta di San Damiano.
Qui egli ascolta la voce del Crocifisso: “Francesco, va’ e ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina”.
Il simbolo dell’olio unisce, per così dire, la vocazione di Francesco alla sua missione. “Altissimo, onnipotente, bon Signore” lo invita ad uscire da se stesso e dai suoi progetti di grandezza e di potere, per andare nella “periferia”, dove si trovano gli ultimi, soprattutto gli ultimi degli ultimi: i lebbrosi, fratelli ai quali “usare misericordia”.
Sarà l’abbraccio al lebbroso che svincolerà Francesco dal mondo e da se stesso per aggrapparsi al Dio dell’Amore; quel Dio che gli dà il coraggio di spogliarsi delle preziose vesti donategli dal padre esclamando: “D’ora in poi, potrò dire liberamente: Padre nostro, che sei nei cieli, non padre Pietro di Bernardone”.
Così il centro del messaggio di Francesco è l’annuncio gioioso della paternità di Dio nella quale tutti gli uomini e le creature si riconoscono fratelli e imparano a tessere relazioni nuove, redente, cariche di comunione e di speranza.
Andando ad Assisi riascolteremo l’invito di San Francesco a fare del Vangelo l’unica e vera ispirazione delle nostre scelte personali e comunitarie.
L’esempio del Poverello ci ricorderà che siamo cittadini del cielo. Iscritti a quell’anagrafe, possiamo chiamare con tutta verità “Padre nostro” il Padre che sta nei cieli, percorrendo le vie dell’accoglienza e della solidarietà, per fare delle nostre case e delle nostre città il luogo dell’incontro, del dialogo, della condivisione, della pace.
Come Pastori delle Diocesi del Veneto, invitiamo i parroci e i fedeli di tutte le parrocchie a prepararsi spiritualmente al grande evento, in particolar modo programmando, nei prossimi mesi, pellegrinaggi alla tomba del Santo e ai luoghi francescani, in collaborazione con i competenti uffici diocesani.
A tutta la famiglia francescana rivolgiamo l’invito a diffondere in questo tempo la conoscenza di San Francesco e ad animare la preghiera per la nostra terra. Auspichiamo vivamente che per coloro che non potranno recarsi ad Assisi siano promosse iniziative di preghiera e di festa nell’ambito della Diocesi, delle comunità parrocchiali e francescane. Confidiamo che tutte le nostre comunità cristiane sapranno cogliere la grande opportunità che è loro donata in questo particolare anno di grazia.
Su tutti e su ciascuno di voi invochiamo la Benedizione del Padre celeste con le parole che Francesco amava usare quando benediceva il suo più amato e fedele seguace, frate Leone: « Il Signore vi benedica e vi custodisca: mostri il suo volto e abbia misericordia di voi. Rivolga
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