per ottantotto bambini, le loro rispettive famiglie e per tutta la nostra comunità....

Catechiste/i di 4° elementare

“Jubilate Deo”. . . Acclamate a Dio. . . è il canto con cui i nostri bambini hanno iniziato la celebrazione dell’Eucarestia di Prima Comunione domenica 18 e 25 aprile, per esprimere la loro gioia.

Il cammino di preparazione a questo importante momento si è intensificato particolarmente quest’anno. Si è desiderato iniziarlo con una domenica, in ottobre, presso il rifugio Coston, per vivere una giornata di festa insieme per lodare Dio, “una domenica esemplare”, con i genitori, bambini, catechisti e il nostro Arciprete Don Remigio.


Successivamente abbiamo continuato la loro iniziazione cristiana con la catechesi biblico- simbolica evidenziando nei vari brani biblici proposti le parole e le azioni di Gesù e dei vari personaggi: andare, camminare, giungere, fermarsi, vedere, toccare, parlare, sentire compassione, commuoversi, piangere, perdonare.

. . sono le parole e le azioni della nostra vita di ogni giorno che coinvolgono il corpo, il pensiero, i sentimenti. I bambini hanno scoperto che Gesù ha donato il suo corpo e il suo sangue, la sua vita per fare del bene a tutti. Nel pane e nel vino consacrati Gesù ci dona, “questa” sua vita. Celebrare la Messa ci darà la forza di vivere come Gesù. Con la Messa, Gesù si accosta e cammina con noi come ha fatto con i discepoli di Emmaus: ci spiega e chiarisce il significato dei fatti che la vita ci mette davanti e che a volte ci tolgono la gioia di vivere; spezza il pane per noi, per ridarci la forza di riprendere il cammino verso Gerusalemme, cioè le parole e le azioni della vita vissuti con e come Gesù. Questo è stato l’approfondimento di questi mesi dove i bambini hanno cercato di comprendere ciò che è e fa l’Eucarestia nella loro vita da cristiani.

Anche il ritiro spirituale proposto otto giorni prima della Messa di Prima Comunione ha aiutato genitori e bambini ad entrare in profondità con il brano del Vangelo che avrebbero ascoltato alla domenica successiva. Tutti hanno dato il massimo nell’ascolto, nelle riflessioni, nel canto e nelle preghiere.

Nella riflessione un bambino ha manifestato un suo sentimento “non vedo l’ora di ricevere Gesù”. Don Remigio sentendo questo ha suggerito di scrivere questo desiderio in un biglietto indicando anche la data, tenerlo sempre con sé e verificare se anche fra dieci anni proverà la stessa emozione. Auguriamo a tutti di provare questa gioia per sempre.



Riflessione di alcuni genitori...

Da qualche mese pensavamo a come rendere consapevole nostro figlio dell’importanza del sacramento della comunione.

Così la preghiere si fece più ricca e partecipata soprattutto nel tempo di Quaresima mentre durante il giorno stimolavamo qualche riflessione sull’importante appuntamento del 18 aprile.

Con l’avvicinarsi del grande giorno Giacomo diventava più concentrato e ci chiese di accostarsi alla confessione ancora una volta per essere davvero pronto. Intanto la frequenza delle sue domande aumentava: un turbinio. . . sia su come doveva parlare a Gesù nel suo cuore sia di chiarimenti pratici sulla cerimonia.

Speriamo di aver dato delle buone risposte; abbiamo soprattutto cercato di rassicurare uno stato d’animo che alternava la preoccupazione che tutto andasse bene all’emozione di unirsi a Gesù.

Finalmente il grande giorno arrivò. Assieme ai suoi amici intorno all’altare, era attento e concentrato nel seguire la celebrazione. . . “Mai visto così partecipe”.

La gioia più grande è stata incontrare il suo sguardo sereno e raggiante mentre cercava di raggiungerci tra la folla dei genitori al termine della cerimonia. A quel punto un forte abbraccio a stemperato del tutto la tensione e ha riacceso quell’emozione che avevamo condiviso con lui negli ultimi mesi.

PAPÀ E MAMMA DI GIACOMO


Che gioia il giorno della prima comunione dei nostri figli! La loro serenità ed il loro fresco entusiasmo sono un vero toccasana per la nostra anima, nonché uno stimolo a continuare il cammino di fede intrapreso.

Anche la preparazione fatta a noi genitori otto giorni prima dell’Eucarestia del brano del Vangelo della domenica è stata importante perché ci ha permesso di gustare appieno la Parola di Dio, in un giorno che spesso diventa assordante e frenetico per le mille incombenze. Questa preparazione ci ha permesso anche di vivere la messa e non solo ascoltarla.

Ma anche il gesto della preparazione dell’altare da parte di alcuni genitori ha permesso di ricollocare Dio nella nostra vita quotidiana, nei piccoli gesti che ogni giorno compiamo magari sbuffando, ma che ci fanno sentire “Chiesa”.

CHIARA

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