È scomparso dopo una lunga malattia il sacerdote camilliano che ha speso la sua vita a curare i bambini poveri e ammalati nell’isola di Taiwan. Nato nel lontano 1933 a Ca’ Onorai, P.
Antonio è ancora presente nella memoria di molti concittadini.
Come sacerdote e medico missionario ha trascorso la maggior parte della sua vita a Taiwan a lavorare come medico tra i poveri, ma la sua terra natale è sempre rimasta Ca’ Onorai, dove tornava volentieri appena ne aveva l’occasione.

L’ultima visita risale al 2006 in occasione dei suoi cinquant’anni di sacerdozio.
Già malato e costretto su una sedia a rotelle, è stato festeggiato con molta partecipazione da tutta la parrocchia.
Rimane impressa in tutti quelli che hanno conosciuto P. Antonio la sua determinazione e la sua volontà di progredire.
Nel ‘59, un anno dopo la sua ordinazione, Antonio è stato inviato a Taiwan, a lavorare in un piccolo dispensario sull’isola di Penghu (Pescadores), mentre studiava il taiwanese. I missionari camilliani avevano aperto da poco le loro missioni a Taiwan, utilizzando padri scacciati dalla Cina di Mao.
P. Antonio rimane colpito dall’estrema povertà della popolazione e dalla mancanza per loro di cure mediche e così nel ‘66 decide di ritornare in Italia per laurearsi in medicina e specializzarsi in pediatria.
Nel ‘77 viene poi trasferito a Luodong, sulla costa orientale dell’isola, fra cinesi e tribali poverissimi. Se qualcuno si ammalava e aveva bisogno di cure specialistiche (e poteva pagarsele), doveva andare a Taipei, affrontando un viaggio di almeno otto ore. P. Antonio diviene presto direttore del piccolo ospedale camilliano St. Mary e lo fa crescere fino a renderlo uno dei migliori dell’isola, capace di offrire cure specialistiche in tutti i campi. All’inizio era una delle poche strutture sanitarie in cui la gente povera poteva essere curata gratis e questo ha fatto aumentare la stima del cattolicesimo fra la gente di Taiwan.
P. Antonio è stato molto amato perché, essendo pediatra, ha aiutato molti bambini nella crescita.
Con lui i camilliani hanno anche aperto sezioni per la cura di handicappati e per i malati terminali. Nel 1996 il governo di Taiwan gli ha consegnato il premio di “Medico buono”.
Dal 2000 P. Antonio è stato colpito da una malattia neurodegenerativa che lo ha costretto a una progressiva immobilità.
Non ha più potuto esercitare come medico ma la sua testimonianza commuove ancora molti taiwanesi. Chen Yan, un maestro buddista, presidente della Fondazione caritativa Tzu Chi di Hualian, cita spesso P. Antonio come esempio di dedizione. “Padre Didoné – scrive – ha davvero dedicato tutta la sua vita al servizio medico a Taiwan… I semi di amore che seminiamo e facciamo crescere, un giorno diverranno alberi così grandi da offrire ombra e riposo a

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