Fedeli carissimi, lo scorso 29 aprile abbiamo celebrato insieme il 50° anniversario della mia Ordinazione sacerdotale; una ricorrenza da non lasciar passare senza una breve riflessione. È necessario ogni tanto fermarsi e ripercorrere a ritroso la strada che si è fatta per rievocare eventi e persone che sono entrate nella nostra vita e ci hanno accompagnato nel nostro cammino. Sono momenti nei quali sorge spontaneo nel nostro cuore anche il ringraziamento per quanto il Signore

Sabato pomeriggio 17 febbraio u.s. ci siamo ritrovati nella Cappellina del nostro Centro Parrocchiale come “famiglia di famiglie”. Eravamo consapevoli che ancora una volta, come nel Cenacolo, il protagonista del momento era lo Spirito Santo che ci univa profondamente fra di noi.
Mai come in questo tempo della Quaresima, la Parola di Dio ci sprona a riconciliarci con Lui, ad ascoltare la sua voce, a convertirci e a ritornare al Signore con tutto il cuore.

Fedeli carissimi, stiamo vivendo il tempo liturgico della Quaresima: periodo di particolare importanza per la nostra vita cristiana perché ci prepara a vivere adeguatamente la morte e risurrezione di Gesù.

Possiamo dire che la Quaresima è il tempo della chiamata: Dio ci chiama, bussa alla porta del nostro cuore. Ma forse noi non lo sentiamo, non siamo attenti, non abbiamo voglia di accogliere il suo invito, non vogliamo essere disturbati nel nostro quieto vivere. E così non rispondiamo alla sua chiamata.

Il 26 Dicembre 2017, verso l’una (ore locali) all’ospedale di Londrina (Brasile Sud), è morto padre Giannino Calderaro.
Aveva 76 anni. Era nato il 30 gennaio 1941 a Cittadella (PD - Italia). Era entrato tra i Saveriani a Vicenza nel 1952. Fece la Prima Professione il 25.10.1959 e la Professione Perpetua il 12.09.1965. Fu ordinato prete il 13.10.1968 nella Cattedrale di Parma.
Dopo un anno ad Alzano, fu destinato alla comunità di Cremona come insegnante (fu anche vice Rettore tra il ‘70 e il ‘73). Dal 1976 al 1978 fu a Roma dove conseguì la Licenza in Missiologia presso l’Università Urbaniana.

Fedeli carissimi, il mese di novembre, iniziato da pochi giorni, viene definito nella tradizione popolare il mese dei morti. Un mese un po’ triste che preannuncia l’inverno, la stagione nella quale la natura sembra morire. Può essere una provocazione per pensare anche al termine della nostra vita terrena.
La morte è parte integrante della vita umana, anzi ne costituisce uno dei momenti più significativi; ad esso dobbiamo guardare con la fede in Cristo, che ci permette di vedere la vita oltre la morte. Ciò che ci deve portare a guardare con serenità alla fine della nostra vita terrena è la certezza di un destino buono che ci attende.

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