Il 26 Dicembre 2017, verso l’una (ore locali) all’ospedale di Londrina (Brasile Sud), è morto padre Giannino Calderaro.
Aveva 76 anni. Era nato il 30 gennaio 1941 a Cittadella (PD - Italia). Era entrato tra i Saveriani a Vicenza nel 1952. Fece la Prima Professione il 25.10.1959 e la Professione Perpetua il 12.09.1965. Fu ordinato prete il 13.10.1968 nella Cattedrale di Parma.
Dopo un anno ad Alzano, fu destinato alla comunità di Cremona come insegnante (fu anche vice Rettore tra il ‘70 e il ‘73). Dal 1976 al 1978 fu a Roma dove conseguì la Licenza in Missiologia presso l’Università Urbaniana.

Nel 1979 fu destinato alla regione del Brasile Sud. Qui lavorò sempre nella pastorale: a Santa Mariana (’80-’81), a Londrina (’81-’87), a Laranjeiras do Sul (’87-’93), a Piraju e Tejupa (’93-’08). Dall’ottobre del 2008 era parroco della parrocchia di “Nossa Senhora de Fátima” a Londrina.
I funerali si sono svolti a Londrina il 27 dicembre alle ore 10,30 (ore locali).
P. Gianni si era così immedesimato con i fedeli delle sue Comunità da sentire come sua patria il Brasile, anche se tornava sempre volentieri in Italia per godere dei suoi affetti familiari. Quando tornava raccontava dell’esperienza che condivideva con i Brasiliani, mentre i suoi occhi brillavano di gioia. Con la semplicità e l’umiltà che lo rendevano benevolo, cercava di portare alla gente un po’ di luce di Dio, la serenità e la pace nel sentirsi amati dal Signore. Era diventato per le sue Comunità uno di famiglia. Quando nell’ultimo mese è stato colpito dal male che l’ha portato alla morte, non è mai stato solo, anche se non voleva pesare sugli altri. La sua vita intera era stata al sevizio altrui ed è stato ricambiato con l’amore di coloro che gli sono stati vicini fino alla fine. P. Gianni con la sua laboriosità era riuscito a costruire chiese ed edifici per le Comunità, ma specialmente aveva guidato le persone verso la Parola di Dio, dirigendo la loro vita verso la bontà e i valori cristiani. Ogni sua scelta di vita, ogni sua parola, sorriso o gesto erano per unire, consolare e incoraggiare gli altri. Ha insegnato che ogni momento che viviamo ha un senso, un significato; niente è inutile per Dio e anche per noi, se lo viviamo con fede e con amore.
Egli prestava attenzione ai sentimenti di ognuno; per questo ha lasciato un segno nel cuore di chi lo ha conosciuto e frequentato. Il suo esempio, le sue parole, i suoi valori rimangono un ricordo meraviglioso per coloro che hanno condiviso la sua esperienza di vita, fondata su Gesù. Ora ha terminato il suo compito sulla terra; la mattina di santo Stefano è giunta la triste notizia della sua morte: dopo 38 anni ha concluso la sua vita di Missionario. Ci consola la certezza che ora egli è tra le braccia di Dio per il quale ha speso tutta la sua vita. Il suo corpo riposa in Brasile, la terra che tanto ha amato e per la quale ha impegnato tutte le sue forze. Se la sua famiglia di sangue è a S. Donato, la famiglia del cuore è in Brasile.
Lo vogliamo ricordare infine con una frase che egli spesso ripeteva: “la vita è un momento felice di un tempo fugace”. Arrivederci p. Gianni!


"Per un pugno di dollari"


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