“Non è il molto di pochi, ma il poco di molti che costruisce la comunità.” Questo sostiene Jean Vanier, medico Canadese, fondatore delle “Comunità dell’Arca” (148 comunità di accoglienza per malati mentali, sparse in tutti i paesi del mondo). Trovo che, se questa frase vale per le Comunità dell’Arca, è ancora più valida per le nostre comunità, composte da persone cosiddette normali.

Ognuno di noi è quindi chiamato a dare il suo contributo, anche se piccolo nelle nostre comunità parrocchiali ed il suo apporto non può essere sostituito o supplito dagli altri. Altrimenti la comunità stessa resta impoverita del nostro apporto! Sempre Jean Vanier in una intervista dice: La religione di Gesù non è una religione fatta di dogmi e di riti, ma è l’incontro con un uomo, che si chiama Gesù; e che è anche il Figlio di Dio. Dunque, tutto è fondato su un incontro amichevole, un incontro da cuore a cuore. Il sesto capitolo del vangelo secondo Giovanni mi colpisce molto.
Dapprima Gesù fa grandi cose, moltiplica i pani e tutti lo vogliono fare re. Ma lui dice: “Chi mangia il mio corpo e beve il mio sangue dimora in me ed io in lui”. Gesù rivela che egli è qui tra noi non per fare grandi cose, ma per dimorare nelle persone affinché entrino in relazione.
Vogliamo chiederci se abbiamo già avuto questo incontro personale con Gesù, che trasforma la nostra vita, oppure non abbiamo ancora vissuto questa esperienza che ci libera e ci cambia in uomini nuovi cioè più veri e profondi “affinché la nostra gioia sia piena”. Insomma com’è la nostra relazione con Dio? È importante nella nostra vita oppure conta poco o nulla? Che cosa facciamo per incontrarlo o per coltivare la nostra relazione con lui? L’incontro con Gesù ci interpella sempre, non ci lascia indifferenti.
Quando incontriamo Gesù, egli ci fa sentire il suo amore per ognuno di noi e ci invita ad una risposta di amore personale verso di lui.
Ancora Jean Vanier nella sua intervista: La risurrezione è un’incontro con Gesù risorto.
La risurrezione di Gesù è qualcosa di molto povero. Non si manifesta dentro al tempio.
Cosa fa il risorto? Incontra appena una donna, Maria di Magdala, e alcuni uomini.
La trasmissione della fede avviene attraverso incontri personali. Posso benissimo dire: “Ho incontrato Gesù e mi ha cambiato. Avevo un cuore di pietra, avevo paura della relazione e mi ha aperto il cuore”. La trasmissione della fede avviene da me a te, da te ad un altro. Trasmissione che avviene attraverso l’amicizia e la comunione, perché Dio è il Dio della comunione, il Dio della Trinità: il Padre e il Figlio si amano, ci fanno entrare in una relazione trinitaria attraverso la relazione con Gesù.
Pertanto il nostro apporto nella comunità dei credenti, la parrocchia, e non credenti, la società, dipende dal nostro incontro e e dalla relazione d’amore con il Signore, che ci dice: “Io sono la vite e voi i tralci. Senza di me non potete fare nulla! “Ma è anche innegabile che senza il nostro contributo le comunità in cui viviamo restano impoverite, visto che vengono arricchite dal contributo di tutti. Oltre a chiedere a Gesù nella preghiera che non ci faccia mancare la sua linfa vitale, oppure che ci mandi buoni pastori, dobbiamo con responsabilità chiederci: che cosa posso fare io per la mia comunità e per gli altri? S. Francesco chiedeva: “Signore, cosa vuoi che io faccia?” Le nostre parrocchie sono considerate Chiese locali, comunità di battezzati e non, facenti parte della Chiesa universale. Esse non sono la chiesa universale, ma rappresentano una parte della Chiesa universale. In esse siamo chiamati a vivere relazioni con gli altri nell’amore vicendevole. Il Concilio Vaticano II ha dato importanza al contributo dei laici nella Chiesa stessa, dove molto importante risulta essere il rapporto tra il popolo di Dio e le loro guide, cioè tra il “pastore e le sue pecore” e Papa Francesco dice che il “Pastore deve avere l’odore delle pecore”, essere loro vicino.
Serve l’impegno dei laici nella Chiesa, siamo chiamati dal Signore ad essere operativi perché il regno di Dio si diffonda nei cuori di tutti gli uomini. Allora con responsabilità chiediamoci cosa possiamo fare noi, o meglio che posso fare io perché la mia parrocchia sia viva e vitale? Ci sono delle attività o dei servizi per i quali sono portato oppure per i quali desidero impegnarmi? Mi faccio avanti per dare il mio contributo, ad es.
mamme che si impegnano per il catechismo dei ragazzi, e così via. Comunque c’è posto per tutti nella Chiesa. Non si deve soltanto criticare, ma serve di più collaborare corresponsabilmente. La critica può essere utile se è di qualità. Si ha qualità se tale critica viene espressa con carità e per amore, così da essere colta e vista come correzione fraterna, atto di carità se giusta, umile, non arrogante e libera. Nella società di oggi è necessaria una presenza umile della Chiesa. La critica deve essere fatta come atto di misericordia, sia verso i fratelli che verso pastori e guide. Dice Papa Francesco che: “La misericordia di Dio è esattamente il profumo del vangelo, ed il prete è chiamato ad imparare questo, cioè ad avere un cuore che si commuove”.
Jean Vanier, nella sua intervista, prosegue: “Temo che nella Chiesa, ci si chiuda quando si perde di vista questo messaggio: ogni essere umano è prezioso, al di là delle sue capacità; ognuno ha bisogno di essere amato e ognuno è importante. Se manca questa visione e viene meno il desiderio di riavvicinare gli esseri umani, ci si rinchiude nella Chiesa, per difenderla. La Chiesa non ha assolutamente bisogno di essere protetta, difesa. È la Chiesa di Gesù. Gesù non ha bisogno di essere protetto. Egli sa quello che fa. Lo Spirito Santo è promesso, nella Chiesa, e quindi non c’è da aver paura! Tutto il messaggio di Gesù consiste nell’affrettarsi ad annunciare una buona novella ai poveri. Il pericolo sta nel realizzare una Chiesa in cui ci si rinchiuda nella fede, purificata, - si dice -, invece di scoprire che il mistero della Chiesa è innanzitutto un mistero di missione. Annunciare una buona novella, non è fare bei discorsi. È impegnarsi per gli altri, soprattutto con i poveri. Non si tratta di dire ai poveri: “Sei amato”. Si tratta invece di vivere con loro. Cosa faceva Gesù? Mangiava con peccatori, con prostitute, con persone, le più diverse. Ha rivelato alle persone il suo amore, stando loro vicino, non con le belle parole”.
Il principio che regola l’azione è quello della “edificazione della comunità” basata sia sull’amore vicendevole che sulla corresponsabilità. Il termine ritorna anche nella Enciclica “Centisimus Annus” di Papa Giovanni Paolo II, anche se in termini di comune responsabilità verso l’umana famiglia: “Nessun uomo può affermare di non essere responsabile della sorte del proprio fratello”. Utili a tal proposito sono le beatitudini evangeliche: per le quali siamo chiamati ad essere operatori di pace (Mt. 5, 1-11).
Inoltre, secondo Papa Francesco nella “Evagelii Gaudium” prende forma precisa l’auspicio di una chiesa missionaria attraverso l’immagine di una chiesa in uscita: “Usciamo, usciamo ad offrire a tutti la vita di Gesù. Ripeto: preferisco una Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una Chiesa malata per la chiusura e la comodità di aggrapparsi alle proprie sicurezze”. Altra immagine usata da Papa Francesco, in merito alla misericordia, è quella della Chiesa vista come un ospedale da campo: “Niente è più importante di scegliere ciò che a Dio piace di più, cioè la sua misericordia, il suo amore, la sua tenerezza, il suo abbraccio, le sue carezze”.
Altro possibile elemento propulsivo del rinnovamento ecclesiale è quello della fraternità, che Papa Francesco qualifica in modo singolare: “fraternità mistica e contemplativa”. Il tratto mistico-contemplativo della fraternità consiste nel guardare al prossimo riconoscendovi il volto di Dio, cioè la sua presenza in ogni uomo, scorgendone dunque la dimensione sacra. Infine, anche se andando e camminando da soli si può andare veloci, di sicuro, se camminiamo insieme, andiamo più lontano. Buon incontro con il nostro Signore Gesù, e buona relazione d’amore tra di noi, che siamo amati da Dio: nessuno escluso! Chiesa


"Per un pugno di dollari"


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