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Il Coordinamento Pastorale Vicariale, su iniziativa dell’Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Padova, propone alla Comunità cristiana nel periodo dicembre 2018 – marzo 2019 il progetto Cittadellascolta.

Il tema analizzato sarà

“per un pugno di dollari”

“Non dalla ricchezza nasce la virtù, ma che dalla virtù deriva, piuttosto, ogni ricchezza e ogni bene, per l’individuo come per gli stati”.
La citazione tratta dall’”Apologia di Socrate” è la testimonianza di come l’analisi sul significato ed il valore della ricchezza sia da sempre nel pensiero e nella riflessione.

Allo studio di questa tematica non poteva sottrarsi la Chiesa, che apre la sua riflessione nell’era moderna con l’enciclica “Rerum Novarum” di Leone XIII, il 16/5/1891. Nel testo da subito si pone la distinzione tra il possesso della ricchezza e l’utilizzo della stessa, in cui si differenzia la modalità lecita da quella che non lo sia. E’ una visione che illumina di significato la ben nota affermazione evangelica:”E' più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli” (Mt 19,24) riletta alla luce della parabola evangelica di Lazzaro e del ricco Epulone (Lc 16, 19-31). Non si tratta di rifiutare la ricchezza (il ricco) in sé ma l‘utilizzo egoistico del bene.

Più tardi Giovanni XXIII in “Mater et Magistra” (1961) continuava il percorso della “Rerum Novarum” attualizzandolo e aprendolo ad una visione planetaria. Nell’enciclica viene ribadito il “diritto di proprietà privata anche sui beni produttivi”. Al tempo stesso è riconosciuta la liceità degli Stati a “possedere in proprietà beni strumentali” ponendo però il limite “quando lo esigono motivi di evidente e vera necessità di bene comune, e non allo scopo di ridurre e tanto meno di eliminare la proprietà privata”. In questa visione diveniva pressante il richiamo ad un ordine morale di cui necessitano economia e politica, il quale:”…non si regge che in Dio: scisso da Dio si disintegra…”. Da questa considerazione discendeva inevitabilmente una delle affermazioni più note del testo:”La dottrina sociale cristiana è parte integrante della concezione cristiana della vita”.

Tale tematica diviene di stretta attualità rileggendo il processo socio-economico che ha condotto alle ferite causate dall’amministrazione delle banche venete. La gestione fallimentare degli istituti non può essere semplicemente derubricata ad errore del management, ad un’inadeguata lettura del momento storico, a scelte industriali incaute. Essa invece deve essere analizzata come l’epifenomeno di un’evoluzione culturale che da tempo si era realizzata. La partecipazione ad un’impresa comune, sentita come propria e appartenente al territorio, il rapporto fiduciario non solo tra impresa e cliente ma tra operatore e cittadino da tempo avevano lasciato il posto ai criteri del massimo fatturato e della realizzazione degli obiettivi premianti. Di qui un diverso atteggiamento nei confronti del risparmiatore (non più amico ma solo acquirente) e soprattutto nella responsabilità che deriva dal trattamento del denaro altrui.
Esplicita risulta la critica di Papa Francesco in “Evangelii Gaudium”: ”L'adorazione dell'antico vitello d'oro ha trovato una nuova e spietata versione nel feticismo del denaro e nella dittatura di una economia senza volto e senza uno scopo veramente umano. La crisi mondiale che investe la finanza e l'economia manifesta i propri squilibri e, soprattutto, la grave mancanza di un orientamento antropologico che riduce l'essere umano ad uno solo dei suoi bisogni: il consumo”.
Il riferimento al vitello d’oro che non è più solo “antico” ma ha ripreso nuove e moderne sembianze è quanto mai attuale. Si pensi ad esempio al lavoro esercitato in maniera continua, senza pausa a discapito delle relazioni. L’accumulo di “cose” spesso inutili diviene gratificante perché legato ad una distorta idea di successo e di riconoscimento sociale. Tutti miti destinati a crollare con la recente crisi economica, lasciando senza un dio e conducendo talvolta ad esiti drammatici, chi ad essi si era prostrato sacrificando l’esistenza ed i valori più profondi.
Partendo da queste riflessioni, Cittadellascolta vuole proporre un’analisi su quale sia il significato della ricchezza e se essa possa essere coniugata al termine “responsabilità”. Si chiederà così ad alcuni testimoni riconosciuti come autorevoli dalla collettività, quali possano essere i presupposti etici che legittimano il possesso dei beni da parte dell’individuo e dello Stato, e quali gli strumenti più idonei perché giustizia e carità possano essere coniugate in un’unica prospettiva.

 

Cittadellascolta


"Per un pugno di dollari"


Cittadella ascolta


17 dicembre 201817 dicembre 2018

I sette peccati capitali della ricchezza

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PROF. CARLO COTTARELLI, economista


Venerdì 25 gennaio 2019

La responsabilità delle élites

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Venerdì 1 febbraio 2019

Ricchezza e Disuguaglianza

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 Lunedì 4 marzo 2019

Da ricchezza che non sazia

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PROF. LUIGINO BRUNI, Professore Ordinario in Economia Politica al Dipartimento di Giurisprudenza, Economia, Politica e Lingue Moderne dell’ Università Lumsa di Roma

Assemblea diocesana 2018 1

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