36 a 1! Non è il risultato di una partita disastrosa per una squadra di pallacanestro, ma semplicemente il rapporto di Sacerdoti consacrati 55 anni or sono 1963, e l’unico del 2018. Il sette luglio del 1963 il Vescovo di Padova Girolamo Bortignon imponeva le mani su 36 Diaconi che ricevevano la consacrazione Sacerdotale per la Diocesi di Padova e per il mondo.

Ecco i loro nomi in ordine alfabetico: Don Alberico – Don Albino – Don Antonio – Don Carlo – Don Egidio – Don Firmino – (Don Francesco Bol.) – Don Francesco Ca. – Don Francesco Ce. – Don Francesco Lon. – Don Francesco Lor. – +Don Francesco Za. – (Don Gastone) – Don Giampaolo – +Don Giancarlo – Don Gianni – +Don Giorgio – Don Giovanni – Don Giuseppe Ca. – Don Giuseppe Ch. – Don Giuseppe Ma. – Don Giuseppe Tr. – Don Giuseppe Za. – Don Leonardo – +Don Lino – Don Luciano – Don Luigi Fa. – +Don Luigi Pe. – Don Paolino – Don Pasquale – +Don Piergiorgio – Don Sante – Don Sergio – Don Severino – Don Siro – +Don Teofano.
Di questi solo due (tra parentesi) hanno lasciato il Ministero, in silenzio, senza fare tanto clamore. Sette invece (in corsivo con +) ci hanno già preceduto nella casa del Padre.
Degli altri 27 alcuni, nonostante i quasi ottant’anni per tutti, sono ancora in servizio o come Parroci o impegnati in Istituti religiosi o Ospedali o come Confessori nelle Parrocchie.
Solo qualche unità si è ritirata a vita privata.
Infatti il nostro Vescovo Claudio ci chiede: “Continuate, se potete, perché non ho più ricambi!” Già non ci sono più ricambi. Poiché la matematica non è un’opinione i numeri ci parlano chiaro: 36 a 1 a distanza di 55 anni: 36 Preti nel 1963 cioè 55 anni or sono… 1 (Don Nicola) nel 2018! Guardate la foto n° 1: È la prima della quattro sezioni di ragazzi entrati in Seminario nell’ottobre 1950. Complessivamente i Ragazzi di prima media, nelle quattro sezioni A - B - C - D erano 141. Oggi le classi medie, nel Seminario, sono state eliminate per... mancanza di Seminaristi!! Oggi (2018) i Preti diocesani sono 657… ma secondo l’andamento demografico, fra cinque o al massimo 10 anni la Diocesi disporrà di soli 200 Preti che dovranno gestire le attuali 464 Parrocchie.
E i preti muoiono, come tutti, senza distinzione di età. L’anno scorso, 2017, ci sono stati cinque nuovi Preti contro 21 che hanno raggiunto il cosiddetto “mondo dei più”: alcuni anche giovani e ancora in servizio, come Don Valerio Bortolin – Mons. Livio Destro – Don Gianfranco Zenatto.
Ed ecco che emerge da qualche tempo il problema delle “Unità Pastorali” non sempre ben accetto dalle varie comunità che vorrebbero il Parroco solo per sé. Infatti siamo già arrivati a unità pastorali di quattro Parrocchie ed un solo Parroco o addirittura le Unità pastorali di Quero con sette Parrocchie e due Sacerdoti, come quella di Saletto di Montagnana pure con sette Parrocchie.
Sarà necessario perciò dimenticare campanilismi! Non si può, almeno per i prossimi decenni se non ci sarà una inversione nella disponibilità a dedicarsi a Dio a tempo pieno, pretendere di avere … una Chiesa per sé, … un campanile per sé, …. un cimitero per sé, … un patronato o asilo per sé, e un Prete per sé. A meno che non si realizzi quanto aveva denunciato Gesù Cristo: ”Vi sarà tolto il regno e sarà affidato ad un altro popolo che lo farà fruttificare!”.
Via Preti Europei per lasciare posto a Filippini o Africani; i Neri che noi abbiamo evangelizzato saranno (forse in tempi non lontani!) gli evangelizzatori delle nostre future generazioni di… bianchi! E succede una cosa strana: nel mondo del lavoro ci sono lavoratori disoccupati perché manca lavoro; nella Chiesa c’è lavoro ma mancano…operai! Quali le cause di questa povertà di operai nella vigna del Signore? Sarebbe puerile identificare in questa pagina le cause, però si può sottolineare qualche sintomo:
- Una società contadina di qualche decennio fa prevedeva più figli perché più figli erano forza lavoro; oggi una società industriale prevede uno o due figli perché costano economicamente; perché ambedue i genitori costretti al lavoro. Perché non si riciclano più i vestiti dei più grandi ma si vive nell’atmosfera dell’usa e getta! - Per il Vescovo Antonio Mattiazzo la carenza di vocazioni dipende dalla carenza di figli nelle famiglie.
- Papa Woityla denunciava invece i Genitori troppo possessivi che sono il primo impedimento alla realizzare della vocazione ai figli.
- Viviamo poi in una società dell’edonismo (godi l’oggi perché il domani è incerto!) e del relativismo: la paura di impegnarsi per tutta la vita e questo vale sia per il Sacerdozio sia per la vita famigliare, cui vanno aggiunte, purtroppo, la fragilità e instabilità del mondo giovanile.
Che fare allora? Niente pessimismi o allarmismi sapendo che la Chiesa non è del Papa, dei Vescovi o Preti ma del popolo di Dio al quale Gesù continua a suggerire: ”Pregate il Padrone della messe….!”.
E poiché Gesù Cristo ha voluto la Chiesa, diciamogli pure: ”Caro Gesù che sei lassù..adesso pensaci Tu!” D.G.C.

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