| Radicati e fondati in Cristo, salvi nella fede |
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| Venerdì 16 Settembre 2011 08:56 | |
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La GMG 2011 è conclusa. . . tanti sono i ricordi, gli amici, le immagini che sono rimaste a ricordo di quei giorni, i nostri social network, le nostre bacheche si riempiono ancora di frasi, idee e ricordi di quanto abbiamo vissuto. Un’esperienza difficile da descrivere per la ricchezza dei contenuti, per le emozioni suscitate. . . Ma partiamo con ordine. . . perché quasi 50 giovani del vicariato di Cittadella hanno scelto di partecipare ad un evento così grande? Per ognuno di loro la risposta sarà diversa. Tutti sono comunque accomunati dalla stessa voglia di rimettere al centro della fede e della propria vita la persona di Gesù. Hanno scelto di partecipare alla GMG scegliendola come momento di sosta per riflettere sul proprio rapporto con Gesù e occasione per formarsi e proclamare con gioia la propria fede. Il tema « Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede » (cfr. Col 2,7) sviluppa in pieno la volontà di fermarsi ad analizzare le fondamenta della nostra fede, a capire e approfondire su quali valori abbiamo fondato le nostre scelte di vita. Per questo a Madrid si mescolava l’ordinario e lo straordinario, come la vita di un giovane. Si vive giorno per giorno, settimana per settimana nelle parrocchie e nei gruppi, nelle associazioni e nei movimenti, attraverso il cammino personale e comunitario, attraverso l’accompagnamento. Ma non può mancare l’aspetto celebrativo, visibile di tutto il lavoro nascosto, e tante volte faticoso, che si fa ordinariamente. Così a Madrid siamo stati accolti da un fitto programma di eventi. Nei primi giorni la parte più turistica della città, con la possibilità di visitare i musei, lo stadio, i vari angoli che la suggestiva cittadina presenta. Madrid si colora di bandiere, striscioni e cartelli di tutto il mondo. La capitale spagnola è invasa, mano a mano che passano i giorni, si vedono spazi sconfinati di giovani che invadono strade, spazi, piazze e lo stupore lascia il posto alla bellezza. L'entusiasmo è palpitante e si esprime con abbracci e mille gesti d'affetto e accoglienza reciproca. Si sente che c'è stata una grande attesa e preparazione per questo appuntamento in questa bellissima capitale spagnola. Nonostante i miracoli che ha fatto l'organizzazione della Gmg rimane sempre qualche imprevisto da superare ma questo non fa altro che aumentare l'amore reciproco tra tutti i pellegrini. Poi l’inizio della preparazione vera e propria con le giornate di catechesi dei vescovi che ci hanno aiutati ad approfondire e a riscoprire la nostra vocazione nella società e nella chiesa, nelle nostre amicizie e nei nostri rapporti. Cinque giorni intensi, vissuti in attesa dell’evento culminante. Aeroporto militare "Quatro Vientos", un'area grande come 48 campi di calcio, è la sera di sabato 20 agosto, una giornata lunga, dove incontrarsi e celebrare con il Papa. Un’attesa fiorita nell’entusiasmo, nella condivisione, nei sorrisi. Un sole forte picchia sulla distesa, ma non è l’unica luce che si riesce a notare. Circa due milioni di giovani cantano, ballano, ridono nonostante il caldo insopportabile, dimostrando gioia ed entusiasmo che donano all’evento così atteso una cornice indimenticabile. Sorprende l’attenzione e il silenzio rispettoso di così tante persone che ascoltano le parole del Santo Padre dimostrando di averne bisogno e di averle attese per tutto il tempo che hanno trascorso a Madrid. I sacrifici, le fatiche, il caldo di questi giorni in Spagna sembrano essere dimenticati, lasciando da parte la stanchezza. Non si sentono più le lamentele né degli alloggi né del cibo ma semplicemente si vive in pieno questo momento testimoniando la fede e l’amicizia con Gesù a tutti gli altri giovani del mondo. Giovani che insegnano al mondo intero che si può rimanere in silenzio, dinnanzi a qualcosa che si intuisce più grande di ogni discorso presidenziale e politico. Non manca neanche la pioggia per mettere alla prova la costanza. Sotto la pioggia battente e il vento forte continuano ad alzarsi al cielo gli inni, i canti e gli applausi dei ragazzi. Più scende la pioggia più sale l’entusiasmo, accompagnato dal sorriso dolce del Papa anche lui provato dal temporale ma deciso a non lasciare il suo posto così come non lo fanno i giovani, rafforzati ancora di più quando il Pontefice, parafrasando il suo predecessore, ci esorta “Cari amici, che nessuna avversità vi paralizzi! Non abbiate paura del mondo, né del futuro, né della vostra debolezza.” Al momento dell’Adorazione Eucaristica la pioggia sembra ormai lontana e torna un silenzio solenne tra l’immensa folla, un silenzio quasi surreale vista la folla immensa, ma il silenzio cattura la mente. Si riesce a sentire la tenerezza palpabile di un Gesù amico, come lo definisce lo stesso papa Benedetto XVI, quel Gesù che in questa notte ha protetto e riscaldano tutti i presenti che non temono di sporcarsi inginocchiandosi per adorarlo. Presto giunge il mattino e si avvicina la Messa di invio ovvero la Messa del mandato missionario. Benedetto XVI ha celebrato con 750 vescovi e circa 14mila sacerdoti. "Il Signore vi vuole bene e vi chiama suoi amici", ha esordito il Papa e da questa frase inizia a dipanarsi e a prender un senso nuovo tutto quello che abbiamo vissuto durante i giorni a Madrid. La nostra amicizia con Gesù! L’amicizia è la condizione per la quale si diventa se stessi, perché l’io diventa io soltanto quando è in relazione con il tu. La relazione con l’altro è fatta di corrispondenze gratuite che esplodono nel rapporto d’amicizia, perché ogni essere umano è costitutivamente un essere. . . per l’altro. Lo scolorimento dell'amicizia porta inesorabilmente allo scolorimento dell’amore e anche la fede non è più salda. Senza amicizia, possiamo anche pensare di amare tutti, ma in realtà non amiamo alcuno perché non si può amare senza guardare, senza toccare, senza abbracciare. Ridare calore e intensità all'amicizia significa ridare colore alla fede e alla Chiesa, significa immettere nella società energie di vita. Dentro di noi aleggia un senso come di qualcosa rimasto ancora incompiuto, ora, che la Gmg è finita realizziamo invece che la vera Gmg stà iniziando. Nella messa il Papa ci ha spinto a riflettere sulla nostra relazione personale con Gesù, ci ha confermato che "Da questa amicizia con Gesù nascerà la spinta a dare testimonianza della fede negli ambienti più diversi. Anche negli ambienti dove vi è rifiuto o indifferenza. Non è possibile incontrare Cristo e non farlo conoscere agli altri. Quindi, non conservate Cristo per voi stessi! Comunicate agli altri la gioia della vostra fede. Il mondo ha bisogno della testimonianza della vostra fede, ha bisogno certamente di Dio". Con tutto questo nel cuore siamo tornati a casa, se non più saldi nella nostra fede, di certo confermati nell’Amicizia con Gesù, e con una grande voglia di guardare a questa amicizia con gli occhi della fede. . . così da poter amare come Dio ama. Cristo non è un bene solo per noi stessi, è il bene più prezioso che abbiamo da condividere con gli altri. Daniele Frison
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Itinerario 11-12 anni






